Sicurezza
«Non ce la faccio più», e Turba se ne va
Il patron della Massese lascia i bianconeri: «In questa situazione non posso neppure iscrivere la squadra al campionato»
MASSA. Giorgio Turba lascia la Massese. La notizia si abbatte come un macigno sulla tifoseria bianconera anche se, negli ultimi giorni, la voce circa l'abbandono da parte di uno dei presidenti più importanti della storia zebrata aveva preso sempre più piede. Quello che accadrà da ora in poi resta avvolto nel più fitto mistero giacchè, a conti fatti, o meglio, a quanto è dato sapere, nessuno al momento si è interessato concretamente alle vicende societarie bianconere.
È lo stesso Turba ad annunciare il suo addio. «Posso dire con la massima ufficialità che la mia presidenza è conclusa - ha detto il presidente bianconero - non ce la faccio più ad andare avanti, men che meno da solo. Ritengo concluso il mio ciclo e in queste condizioni non è possibile aprirne un altro, ora chiederò un appuntamento al sindaco per venerdì e gli comunicherò ufficialmente la mia decisione di lasciare la Massese. Dovevamo vederci nei giorni scorsi ma ho aspettato un attimo a chiamarlo per vedere se qualcuno fosse disponibile a farsi avanti per valutare la possibilità di rilevare la società, ma non si è fatto vivo nessuno, se non alcune persone da fuori che, dopo una chiacchierata, non si sono più fatte vive. Per quello che riguarda l'imprenditoria locale, non c'è stato nessun segnale». La situazione potrebbe precipitare con la Massese che rischia di non essere iscritta al prossimo campionato di serie D. «Non posso iscrivere la squadra al prossimo campionato - ha aggiunto Turba -, che gestione verrebbe fuori? Usciamo da un'annata molto difficile che abbiamo salvato in extremis, ora non posso nuovamente iscrivere la squadra in questa situazione. Piuttosto, ripeto, è l'ora che la città si svegli e dia un segnale perché, come ho detto più volte, lascio una società sana, in attivo, con un parco giocatori di proprietà e il settore giovanile; il momento per mostrare interesse verso la Massese è questo».
Non solo, l'imprenditore del settore lapideo è anche disposto a dare una mano all'eventuale nuova dirigenza dando un appoggio esterno, assumendo il ruolo di sponsor del sodalizio apuano. «Certamente che sono disposto a dare una mano esterna facendo lo sponsor della Massese - ha ribadito Turba -, io non chiudo la porta in faccia a nessuno, ci mancherebbe. Voglio bene alla Massese ma posso continuare a dare un contributo solo esternamente, la decisione di lasciare la società è stata maturata nel tempo ed è definitiva. Ripeto, esternamente, solo esternamente vorrei restare vicino alla Massese. Mi auguro che in questi giorni ci sia qualche manifestazione di interesse da parte dell'imprenditoria locale alla quale vorrei lasciare la società; persone serie che possano garantire un buon futuro alla Massese».
Un messaggio che più chiaro non si può: stavolta non ci saranno ripensamenti ma solo prese d'atto per la decisione di Turba. La stessa amministrazione comunale dovrà fare la sua parte agevolando un passaggio societario dolce e che possa far dormire sonni tranquilli agli innamorati della maglia bianconera. Per i tifosi della Massese inizia dunque un'altra estate assai calda e non sarà facile abituarsi all'idea di un Turba "esterno" alla società anche perché la continuità gestionale non potrà prescindere dalla solidità e dalla serietà.
Alessandro Tabarrani
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