Il Tirreno

Ma c’è anche una Carrara in lotta per la B

di Luca Santoni
Ma c’è anche una Carrara in lotta per la B

È la Holding di Fabrizio Lucchesi, fondata per rilevare gli azzurri e ora al Pisa: ma la scorsa estate gli fu preferito Tartaglia

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CARRARA. C’è una Carrara del calcio che sogna la serie B. Il riferimento è ovviamente alla società "Carrara Holding" di Fabrizio Lucchesi che guida il Pisa, ma che l'ex direttore generale della Roma aveva fondato la scorsa estate per acquisire proprio la Carrarese Calcio dalla GVG Immobiliare della famiglia Buffon. Vista col senno del poi, sembra proprio una beffa. Lucchesi con una società che porta il nome della nostra città sta quasi per portare il Pisa nel campionato cadetto, mentre la Carrarese dopo la liquidazione e dopo l'umiliazione di un fallimento, è ad un passo dal baratro del dilettantismo.

Ripartire da zero dopo una stagione così sarebbe la mazzata definitiva per il calcio cittadino e per tutti i tifosi che si ostinano ancora a seguire la squadra azzurra nonostante le delusioni degli ultimi anni (fatta eccezione per la vittoria ai playoff del 2011). Troppi qui a Carrara continuano a non capire il senso di quello che, al momento, appare come il più letale dei treni persi nella storia di piazza Vittorio Veneto. Perché la scorsa estate fu preferito il progetto Tartaglia, al posto di Lucchesi? Eppure le trattative con l'esperto dirigente sportivo (campione d'Italia con la Roma nel 2001) erano durate quasi un mese e apparivano ormai in dirittura d'arrivo, prima dell'inatteso strappo. Sulla base di cosa vennero fatte quelle scelte? Nessuno finora è stato in grado di spiegarlo del tutto. Morale della favola, la Carrarese si trova ad un passo dalla morte sportiva (perché questo sarebbe a tutti gli effetti, una discesa nei dilettanti), mentre il Pisa, guidato dalla "Carrara Holding", è sulle prime pagine dei giornali per aver battuto 4-2 il Foggia nella semifinale di andata dei playoff. Anche la gestione in panchina di Gattuso, che nell'arco della stagione regolare non era sempre apparsa impeccabile, si sta adesso rivelando vincente. In questa fase decisiva l'ex campione del mondo ha caricato in maniera perfetta tutto l'ambiente e anche lui sta dimostrando di essere all'altezza degli obiettivi d'inizio stagione. Il fatto che questo progetto doveva essere inizialmente portato a Carrara, fa sorgere più di una domanda e più di un rimpianto e, come al solito, i nostri tifosi sono condannati a vedere trionfare le altre squadre. Pensare che anche la nostra città avrebbe le potenzialità economiche per puntare a grandi traguardi. Basterebbe una presa di coscienza, un gesto di orgoglio, se non l'ambizione, da parte della nostra imprenditoria per rilanciare il marchio Carrarese e portarlo a giocarsi l'accesso al calcio che conta: le potenzialità economiche non mancano, purtroppo forse manca la mentalità.

Nei prossimi giorni, probabilmente domani, una delegazione di tifosi dovrebbe incontrare il sindaco Zubbani in Comune, ma al momento è difficile farsi illusioni. In tutti questi mesi non è mai emerso nessun segnale concreto di gruppi carraresi disposti da soli a farsi carico della Carrarese in Lega Pro. Sporadicamente sono uscite indiscrezioni riguardanti, forse, progetti per l'Eccellenza o la Serie D al massimo, ma Carrara meriterebbe di più. Nessuno può escludere colpi di scena dell'ultimo minuto, ma di certo al momento c'è solo l'offerta presentata da Salvo Zangari. L'ex presidente della Pro Sesto in questi tre mesi si è fatto avanti, proponendo un progetto per la Lega Pro, a patto di avere garantito il supporto della classe imprenditoriale cittadina. Il fatto che al momento Zangari non abbia ancora ricevuto una risposta definitiva, parla da solo...

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