Il Tirreno

Azzurri, l’ultimatum del gruppo Zangari

Azzurri, l’ultimatum del gruppo Zangari

«Sono arrivato con le migliori intenzioni ma non si riesce a concretizzare: una risposta entro domenica o me ne vado»

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CARRARA. Tutto fermo anche se il tempo passa e diventa di giorno in giorno più urgente trovare una soluzione per dare un futuro professionistico alla Carrarese. Il nodo da sciogliere resta l'accordo tra il gruppo Zangari e gli imprenditori del marmo cittadini.

E a proposito di Salvo Zangari, ormai non ha più pazienza. L'ex presidente della Pro Sesto esce con un comunicato amaro nel quale manifesta apertamente l'intenzione di rilanciare la Carrarese Calcio, ma anche tutta la sua delusione per un'operazione che non ha goduto del sostegno totale dell'ambiente locale. La sensazione che gira in città, infatti, è che qualcuno in qualche modo abbia voluto mettere i bastoni tra le ruote al buon esito delle trattative e dell'operazione che garantirebbe alla Carrarese la permanenza in Lega Pro. Di conseguenza Zangari lancia un ultimatum: o la situazione si sblocca definitivamente entro domenica, oppure sarà pronto a fare un passo indietro e lasciare ad altri l'onere di portare avanti il testimone azzurro della Carrarese. Ecco di seguito la lettera di Zangari: «Nelle scorse settimane il mio nome è stato accostato ad una fase negoziale per l'eventuale operazione di acquisto e di riprogettazione della Carrarese Calcio. Confermo che alcuni mesi fa ho espresso all'Amministrazione locale ed ad imprenditori interessati questo mio sentimento di interesse verso la Carrarese Calcio ed ho condiviso il mio pensiero con Fabrizio Anzalone, bandiera della squadra nel recente passato, che da quel momento si è dedicato con grande intensità nel cercare di far convergere le idee di tutti. Da quel momento sono trascorse diverse settimane durante le quali si è cercato di trovare un'intesa. Inizialmente con molta trasparenza e concretezza sono stati esposti a tutti ed in tutte le sedi dei presupposti per me importanti e di riferimento a tutti coloro che avessero manifestato una disponibilità di accoglierle e condividerle o di rifiutarle. Nella città di Carrara ho trovato persone molto serie, di spessore, molto empatiche che mi hanno ascoltato e con le quali abbiamo abbozzato possibili scenari di collaborazione, ed altre persone non altrettanto disponibili ed a mio parere poco lungimiranti. Purtroppo ad oggi non siamo riusciti a concretizzare le nostre buone intenzioni al punto di definire concretamente gli accordi tra i soggetti interessati. Considerando che i tempi stanno diventando troppo stretti per permetterci di fare tutti i passi necessari, per far ripartire la società Carrarese Calcio, senza dover fare tutto all'ultimo momento, che era uno dei miei presupposti iniziali per un mio eventuale coinvolgimento nel rilancio della società Carrarese Calcio, visto che in passato ho già vissuto situazioni simili in altre esperienze calcistiche, che hanno sempre creato condizioni di difficile gestione. Pertanto comunico che, salvo evoluzioni da valutare entro questo fine settimana, lascerò il campo a chi è interessato e disponibile a perseguire questa operazione, augurando il successo di rialzare un blasone come quello che è la Carrarese Calcio». Termina così il comunicato di Salvo Zangari.

L'ostacolo, a quanto emerge al di là del comunicato, è l'aspetto economico e gestionale anche se la parti si parlano e questo è positivo. Ma gli ostacoli, come detto, non sono immediatamente risolvibili perché presuppongono trattative che non si possono concludere in poche ore. I nodi restano sempre l'ammontare del debito sportivo che dovrebbe aggirarsi sui 300 mila euro, sulla ripartizione delle spese e sull'assetto organizzativo della società. Le parti, sempre che l'accordo non salti prima, sono distanti ma si parlano e stanno cercando di arrivare ad una sintesi. Il problema è che passa il tempo e si avvicinano le date delle prossime tre aste che non possono andare deserte se la ripartenza della Carrarese deve essere il professionismo. Perché a questo punto anche la permanenza in Lega Pro può essere messa in discussione se i tempi non accelerano e se l'accordo non arriva prima delle prossime tre aste. Accordo che presuppone la costituzione di una società che presenterebbe l'offerta per rilevare il pacchetto della Carrarese. Resta sullo sfondo il "piano B" di una società interamente formata da imprenditori carraresi disposti a suddividersi le quote e a rilevare loro la società garantendo la permanenza nel professionismo. Questa opzione faciliterebbe il tutto e diminuirebbe drasticamente i tempi, il punto è capire se e come gli imprenditori cittadini possano e vogliano accollarsi interamente la società e non entrare, invece, come soci in una compagine formata anche da altri soggetti. E se non si dovesse arrivare a nulla di tutto ciò? Niente di totalmente compromesso. A quel punto il liquidatore aprirebbe a trattative private per rilevare la società ma il tempo diventerebbe allora veramente strettissimo per adempiere a tutti i passaggi richiesti dal professionismo e quindi si aprirebbe il concreto rischio di dover ripartire dalla serie D perdendo il "patrimonio" del settore giovanile, i giocatori sotto contratto ma soprattutto dicendo addio al calcio professionistico. A quel punto anche le pratiche societarie sarebbero molto più semplificate e probabilmente sarebbe anche più facile trovare l'accordo tra i futuri soci. Una cosa è certa: ormai non c'è proprio più tempo da perdere.

Luca Borghini

Luca Santoni

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