Il Tirreno

Patron Turba se ne va «Sono felice di aver vinto, non voglio continuare»

Patron Turba se ne va «Sono felice di aver vinto, non voglio continuare»

Lo sfogo al fischio finale: «Se andavamo in Eccellenza rimanevo, così invece posso togliere il disturbo con molta soddisfazione»

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MASSA. Se la Massese avesse giocato così durante tutta la stagione probabilmente la lotta per la salvezza non l'avrebbe mai interessata. Tant'è l'importante è aver centrato l'obiettivo. In casa bianconera è grande la soddisfazione per aver confezionato l'impresa dimostrandosi nettamente più forti del generoso ma assai nervoso Scandicci. Al termine della gara però il presidente Giorgio Turba annuncia il suo addio alla Massese come un fulmine a cielo sereno. Oscurando quella che doveva essere una festa. Ma il patron è da tempo che aveva nel gozzo questa cosa: «Non avrei lasciato da perdente - dice ai giornalisti quando sugli spalti è un tripudio bianconero -, ma così dopo questa impresa posso farlo e la cosa mi dà maggiore soddisfazione. Stavolta me ne vado, una volta per tutte, mi fa piacere per i ragazzi che sono riusciti a restare in serie D, ma qui metto il punto e non voglio più avere a che fare con il calcio». Di diverso avviso, invece, il dirigente Gianni Benedetti, che avrebbe voluto un attimo di riflessione in più da parte del patron: «Io le mie quote me le tengo strette, eppoi non è il momento di parlare di queste cose. Godiamoci questo momento, dopo tanta sofferenza ce lo meritiamo perché siamo stati bravi. Abbiamo vinto in scioltezza. E non era facile».

Ma se Turba va via quali scenari si aprono per le zebre? Prima di fasciarsi la testa occorre aspettare qualche giorno, quando il presidente avrà sbollito la rabbia: ogni stagione gli promettono di dargli una mano e poi a mano a mano si defilano tutti quanti. Sembra di essere tornati a due anni fa, quando l’imprenditore andò dal sindaco Alessandro Volpi a consegnare i libri contabili (in regola) della società. Anche in quell’occasione Turba aveva detto che non voleva più avere a che fare con nessuno.

E Volpi capì il momento e si mise in moto per dare un nuovo assetto dirigenziale al sodalizio bianconero dopo le dimissioni del consiglio di amministrazione bianconero. Tutto venne fatto nel giuro di poche settimane, per evitare che la squadra perdesse i suoi giocatori migliori entrati nel mirino di diversi operatori di mercato, già al lavoro per preparare la prossima stagione. Il primo cittadino con un vertice con Turba incontrò pure con gli altri soci dimissionari per capire da chi e come ripartire. Insomma mise in piedi un progetto attirando uomini e investimenti duraturi. Alla fine ci fu il rimpasto, mirato a rafforzare ulteriormente la Massese per poter riportare la prima squadra cittadina nel calcio professionistico. Questa stagione doveva essere quella del rilancio e il presidente aveva fatto davvero di tutto a luglio per partire alla grande. E i favori del pronostico c’erano. Invece poi è il campo a dire se si vince oppure no. Da qui la delusione. «Non mi interessa più nulla, vado via», sussurra il patron prima di lasciare la tribuna del Turri. I tifosi però appena lo vedono gli fanno festa, come sempre dato che lui sul banco degli imputati non c’è finito neppure in questa stagione disgraziata che ha richiesto un grosso sforzo economico al patron: oltre agli ingaggi di giocatori come Granito e Canalini, per citare quelli che forse hanno deluso di più, ha messo a libro paga quattro allenatori, un record che però alla fine almeno ha portato alla salvezza. (a.t.)

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di Redazione web