Il Tirreno

Un cuore azzurro in pole per la panchina

di Luca Santoni
Un cuore azzurro in pole per la panchina

Giacomo Lazzini, ex giocatore della Carrarese e figlio d’arte: «Verrei anche a piedi, ma finora non mi ha chiamato nessuno»

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CARRARA. Spunta un'altra ipotesi per la panchina della Carrarese, quella di Giacomo Lazzini, figura molto conosciuta dai tifosi azzurri per aver indossato la casacca della Carrarese a cavallo degli anni 80-90. Per Lazzini il rapporto con la Carrarese è un affare di famiglia, visto che il padre Giovanni fu il portiere azzurro nella storica promozione in serie C, nel campionato 52-53. Questa è una delle varie soluzioni tecniche che potrebbero essere adottate, nel caso in cui si dovesse giungere ad un accordo definitivo fra le forze imprenditoriali locali ed esterne, che si stanno confrontando in questi ultimi mesi grazie ai buoni uffici dell'Amministrazione. Nonostante un battuta d'arresto registrata all'inizio della scorsa settimana, continua la trattativa tra Salvo Zangari e i big del marmo, per dare vita ad un gruppo allargato che possa garantire alla Carrarese la permanenza in Lega Pro. Insomma, per adesso nessuna fumata bianca, ma il dialogo fra le parti prosegue. I soggetti coinvolti in queste trattative sono molti e, come accade in questi casi, lo scoglio principale sembra essere quello di trovare una sintesi fra le varie idee messe sul tavolo. Al di là dei nomi, a questo punto però c'è bisogno di un'accelerata e della buona volontà da parte di tutti. Siamo al 22 maggio: il tempo delle ipotesi, delle indiscrezioni e degli incontri interlocutori deve finire per lasciare spazio a certezze, anche per rispetto verso una tifoseria che ha vissuto una crisi societaria assurda e non merita di vedere la propria squadra del cuore precipitare in categorie dilettantistiche. Senza un gruppo forte che possa presentarsi dal curatore Tognelli e acquistare il titolo sportivo della Carrarese, con annesse tutte le spese del caso, infatti la condanna alla serie D o all'Eccellenza per il club apuano sarebbe inevitabile. Tornando a Lazzini, quest'ultimo si presenterebbe con l'etichetta di allenatore emergente pronto al salto di categoria dopo le esperienze con Castelfranco, Rosignano, Sarzanese e soprattutto Ponsacco. Con i rossoblu Lazzini ha centrato 91 gare consecutive senza sconfitte tra Terza e Seconda categoria, Eccellenza e Serie D, stracciando il record che Fabio Capello con 59 gare consecutive sulla panchina del Milan conquistò tra il 1991 e il 1993. Brevissima, invece, la parentesi vissuta in questa stagione alla Correggese in serie D: appena cinque partite prima del divorzio con i vertici delle tigri biancorosse. Raggiunto al telefono, Lazzini non avrebbe dubbi nel caso di una chiamata in Lega Pro da parte della Carrarese: «Parto a piedi e vengo subito. Sarebbe bello, però decisamente non mi ha chiamato nessuno. La cosa è ancora tutto in alto mare, ma mi farebbe molto piacere», commenta il tecnico, che spiega: «Ho ricevuto qualche chiamata da altre società, ma non dalla Carrarese. Se venisse una proposta da Carrara però la prenderei al volo. Sarebbe un’opportunità importante. Io ho giocato nella Carrarese e anche mio padre. Il dna è quello lì e una chiamata su quella panchina sarebbe una cosa eccezionale dal mio punto di vista». Lei sta seguendo l'evolversi della situazione intorno alla Carrarese? «Leggo i giornali come tutti e non ho direttamente contatti con nessuno. Sinceramente spero che la cosa si sblocchi in maniera favorevole per la Carrarese, al di là di chi sarà l'allenatore. L'importante è che Carrara non perda un patrimonio come una squadra in Lega Pro».

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