Il Tirreno

Extreme race scrive la storia nel deserto

Extreme race scrive la storia nel deserto

L’ultramaratona targata Paolo Barghini vede primeggiare una donna iraniana. E l’apuano Nicola Ciani è terzo assoluto

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MASSA CARRARA. Un evento storico di grande successo e significato. Si può riassumere così l'"Iranian Silk Road Ultramarathon", la prima ultramaratona che si è svolta nei giorni scorsi nel deserto Dasht - e Lut in Iran, ovvero, nel punto più caldo della terra con le temperature del vento che superano i 71 gradi. Ebbene, la cosa più "grande", oltre alla fatica e all'aspetto sportivo che ha legato i partecipanti, è stata il fatto che per la prima volta nella storia della repubblica islamica donne e uomini hanno corso assieme, un punto di storia che ha visto protagonista una società di Carrara: l'Extreme Race Organization di Paolo Barghini, uno dei migliori ultramaratoneti che si trova ai vertici delle classifiche internazionali. «Per la prima volta dalla rivoluzione che coinvolse l'Iran, hanno corso assieme assieme uomini e donne che hanno affrontato un percorso di 250 chilometri in condizioni durissime, addirittura più dure di quelle che ci aspettavamo. Per l'Iran è un evento storico e vogliamo che questo diventi un appuntamento annuale, stiamo lavorando per questo anche perché tutto è andato bene e il successo è stato grande tanto che lo stesso ministro del Turismo iraniano ha voluto complimentarsi personalmente con me venendo a trovarmi in albergo». Il simbolo di questa gara durissima è stata proprio una donna iraniana, Masoumeh Torabi, giovane disoccupata, che ha trionfato sbaragliando la concorrenza delle atlete occidentali. All'ultramaratona non sono mancati due bravi e coraggiosi atleti massesi: Nicola Ciani, già "frequentatore" delle ultramaratone nel deserto, e Laura Ricci che, diciamo così, ha cominciato a farsi le ossa anche "sulla sabbia". Ottimi entrambi, Nicola Ciani è addirittura arrivato sul podio grazie alla conquista del terzo posto.

«Sono felicissimo è il mio miglior risultato - ha detto Ciani - e comunque sarebbe già stata un'ottima cosa riuscire a finire la gara senza problemi fisici, quindi un risultato per me favoloso. È stata una esperienza fantastica ed è stata scritta una pagina di storia perché per la prima volta uomini e donne in Iran hanno corso assieme. La gara è stata durissima con condizioni climatiche ancora più difficili del previsto con almeno cinque gradi in più rispetto alla media del mese di maggio tanto che ci siamo ritrovati a correre anche con 55 gradi. Oltre alla gara è stata dura anche la permanenza durante la notte con temperature molto alte rispetto magari a quelle che avevo trovato in altri deserti dove nelle ore notturne fa addirittura freddo. Bisognava restare sempre dentro la tenda perché c'era il rischio di essere punti da ragni o scorpioni però alla fine è andato tutto bene e anche l'accoglienza della popolazione è stata fantastica. Sono esperienze meravigliose che voglio continuare a fare perché le sento mie ormai. Un plauso anche a Laura che ha ottenuto un ottimo risultato». Nulla è stato lasciato al caso e solo un grande ultramaratoneta come Barghini poteva mettere in piedi quella che è stata una vera e propria impresa organizzativa.

Alessandro Tabarrani

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