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La Massese nel cuore di Pippo Fichera

La Massese nel cuore di Pippo Fichera

L’attaccante protagonista della promozione in serie B vuole trasferirsi in città

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MASSA. «Da sempre seguo i risultati della Massese, qua ho passato un periodo bellissimo della mia carriera, la Massese è il mio fiore all'occhiello». Sono le parole di Giuseppe "Pippo" Fichera, attaccante della Massese dei bei tempi andati e uno dei maggiori protagonisti della storica promozione in serie B del sodalizio guidato da Vieri Rosati. In quella meravigliosa cavalcata, nella stagione 1969/'70, il giovane Fichera, al suo primo anno, realizzò 14 reti e a Massa rimase sino al 1974. Pippo è tornato nel capoluogo apuano portando con sé il nipote, classe 2003, che, chissà, un domani potrebbe entrare a far parte della grande famiglia bianconera. «Era dal 1990 che non venivo a Massa, quando portai alcuni ragazzi per essere visionati - ha spiegato Fichera - e prima ancora nel 1977 sempre di passaggio. Da un po' di anni sto vicino ai giovani facendo scuola calcio e comunque mi piacerebbe trasferirmi a Massa perché il posto mi piace molto e ora che purtroppo ho perduto mia moglie e sono solo mi piacerebbe stare qua. Per il momento sono venuto con mio nipote e vediamo come va anche perché è innamorato del calcio come me. Ripeto, dal 1969 al 1974 sono stati anni bellissimi con la maglia della Massese, poi me ne andai perché all'inizio, quando ero molto giovane e approdai qua a diciannove anni, firmavo sempre in bianco e guadagnavo poco, poi dopo un po' di anni chiesi al presidente Vieri Rosati di essere ceduto perché dovevo anche pensare alla famiglia. Comunque devo dire che a diciannove anni arrivare e vincere un campionato finendo in serie B è stato veramente bello perché non è una cosa da tutti i giorni. Era un calcio diverso, migliore rispetto ad oggi perché c'erano meno soldi e le società erano proprietarie dei giocatori in pieno, non come ora che le società non sono proprietarie praticamente di nulla e questa è una cosa molto sbagliata».

A tanti anni di distanza, l'ex attaccante bianconero è ancora in contatto con molti dei suoi ex compagni tra cui Menconi, Zana, Cerilli, Del Fabbro, Hellies e Podestà. «La forza di quella Massese - ha aggiunto Fichera - era il gruppo formato da anziani che hanno guidato molto bene i giovani, gente come Vitali, Colombo, Ciruel che ci hanno un po' plasmato. Comunque la Massese era già una bella squadra che l'anno prima era arrivata seconda e poi arrivammo io Formisano, Albanese e Vitali che arrivò a novembre. Per quello che mi riguarda ero talmente giovane che non ebbi problemi a integrarmi, amavo il calcio e pensavo solo a giocare dando sempre il massimo».

Alessandro Tabarrani

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