Il Panathlon riscopre la statua dedicata al pugile
Collocata 25 anni fa nell’area del campo scuola di Marina, è stata ripulita Una giornata dedicata a festeggiare la Pugilistica Bertola e la Federazione
CARRARA. Giornata densa di appuntamenti con l'iniziativa condotta dal Panathlon Club di Carrara e Massa. La giornata inizia stamani alle 11,30 in sala rappresentanza del Comune, con la Mostra emancipazione femminile attraverso i giochi olimpici (Riflessioni a cura della presidenza Soroptimist Club di Apuania), con interventi del vice sindaco Fiorella Fambrini e del vice prefetto. Presenzierà una scolaresca del Liceo artistico A. Gentileschi.
Nel pomeriggio, seconda parte del programma. Alle 18 al Campo scuola del Paradiso Rivisitazione e onore alla "Statua al Pugile" opera dei Fratelli Devoti. Con interventi del past president Panathlon, Bruno Munda e del presidente della Pugilistica E. Bertola, Giuseppe Mussi e del presidente Fpi Alberto Brasca. Infine, alle ore 20,15 presso il ristorante Geme-Club Nautico Marina di Carrara, la conviviale in onore dei 100 anni della Pugilistica Italiana del presidente Alberto Brasca e dei 95 della Pugilistica Bertola del presidente Mussi. Sarà presente anche il responsabile tecnico della nazionale, Maurizio Zenoni, allenatore del campione del mondo De Carolis, Fragomeni e Bundu.
In merito alla riconsegna alla città, dopo profonda pulizia, della statua al pugile collocata all’inter no del centro sportivo “Paradiso” di Marina di Carrara, ricorda il presidente della Pugilistica Mussi: «La statua, collocata a nel 1991, è il risultato di un importante impegno di parecchie persone fortemente legate alla nostra città ed oggi rappresenta sia un momento di ricordo che di profonda riflessione sui valori legati allo sport. Dalla ricostruzione fatta da chi visse in prima persona l’elaborazione del progetto della statua al pugile fino alla donazione alla città di Carrara: “Correva l’anno 1990 – 1991. La Pugilistica Carrarese festeggiava i propri 70 anni di storia. Tra l’allora Presidente del Panathlon Bruno Munda e gli allora dirigenti della Pugilistica Carrarese e soci del Panathlon Gilberto e Marco Costi filavano ottimi rapporti d’amicizia e collaborazione in atti vità sportiva, sociale e culturale. Gli scultori fratelli Devoti stavano realizzando un Monumento al Pugile finanziato anche da appassionati di pugilato quali la famiglia Vincenti (“ ‘l sceriff”) molto vi cini al Presidente Munda. Munda voleva mettere il Panathlon Club nella condizione di esser pronto per nuovi e prestigiosi traguardi, voleva dare la giusta carica di entusiasmo per proseguire e portò a termine tante iniziative d’interesse. Di particolare signif icato e di successo furono appunto la cerimonia di chiusura del 10° Simposio Internazionale di Scultura e la realizzazione, con la Pugilistica Carrarese, del Monumento all’Atleta, posto al centro sportivo “Paradiso” di Marina di Carrara. È bene ricordare quanto a suo tempo detto e scritto dal Dottor Munda (che tutt’oggi mantiene apodittica valenza) a nome del Panathlon Club di Carrara e Massa e a nome della Pugilistica Carrarese in occasione dei festeggiamenti dei suoi 70 anni di storia: “nessuno di noi pensa di poter trasformare radicalmente la società e di esorcizzare le spinte edonistiche che influenzano pesantemente il mondo sportivo, noi riteniamo importante allevare i nostri giovani nella consapevolezza dei valori etici che sono alla base dell’attività sportiva e che vanno osservati da tut ti gli atleti e dai dirigenti, anche quando lo sport assume la veste del business. Questa Monumento all’Atleta (Monumento al Pugile) rappresenta il coronamento dell’attività da sempre svolta dal Panathlon Club e dalla Pugilistica Carrarese nel sociale e nella difesa di quei valori che, unici, possono conservare la dignità, la solidarietà e la speranza dell’uomo all’attenzione dello sport e per lo sport, contro i sempre più frequenti attentati che ad esso provengono dall’efficientismo pragmatico e dalla strumentalizzazione dell’uomo alle leggi del risultato ad ogni costo, nonché dall’esasperata ricerca di profitti anche laddove deve permanere purezza di ideali”», conclude Giuseppe Mussi .
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