Il Tirreno

Lo sfogo di Devoti: vigilerò fino all’ultimo che tutto sia pagato

di Fabrizio Palagi
Lo sfogo di Devoti: vigilerò fino all’ultimo che tutto sia pagato

Lo storico dirigente dopo l’ultima ai Marmi contro il Prato: «Altrimenti, dirò chi ha raccontato frottole finora»

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«Vigilerò fino all'ultimo affinchè i giocatori e tutto lo staff della Carrarese ricevano quanto economicamente loro promesso da mesi. E sarò pronto a portare in piazza chi non manterrà tali promesse». Walter Devoti è un fiume in piena. Nel dopo Carrarese-Prato, in una sala stampa dall'atmosfera irreale (per entrambe le squadre, seppure per motivi diversi), l'ex amministratore delegato che, nell'occasione, ancora una volta rimarca di «essere un pensionato che, a titolo puramente gratuito, collabora per il bene profondo che lo lega alla Carrarese e alla città», parla a ruota libera, dando sfogo alla rabbia covata per mesi durante i quali si è maturato il dramma sportivo che ha condotto al fallimento la gloriosa società gialloazzurra fondata nel lontanissimo 1908.

«Se, dopo l'otto maggio - prosegue Devoti - non verranno saldati i conti tutt'ora in sospeso con squadra e staff, convocherò una conferenza stampa per sput... chi ha finora raccontato frottole e chi, nello scorso gennaio, periodo di mercato invernale, si è dato da fare per convincere, non riuscendoci, i giocatori a lasciare la squadra. Avvoltoi, così li nomino, che si sono approfittati del momento di crisi attraversato dalla Carrarese Calcio 1908, ai quali i nostri ragazzi che ancora una volta meritano lode, non hanno dato seguito, restando così al loro posto, fino all'ultimo, peraltro come tutti gli addetti ai lavori, responsabili del settore giovanile e quant'altri. Lunedì prossimo, dopo la cena sociale che, spero, qualcuno pagherà altrimenti ci organizzeremo, consegnerò le chiavi al dottor Giorgi e mi metterò in attesa. Ripeto: se entro i limiti giusti non verranno pagati giocatori e staff, scatenerò un putiferio».

Parole di fuoco che lasciano il segno, accompagnate dall'applauso di Robero Malotti, mister del Prato, presente in sala stampa per il consueto commento post-partita.

E a proposito di tecnici, ecco quello di Gianmarco Remondina, forse per l'ultima volta di scena allo stadio dei Marmi: «Volevamo congedarci dal nostro grande pubblico con una vittoria, ma va bene anche così. Complimenti ai ragazzi, sempre motivati malgrado la bufera che da mesi ci travolge e che crea una situazione irreale. Facendo un'analisi di questa strana stagione, c'è da rimarcare l'impegno dei nostri giovani e dei giocatori più anziani ai quali si sono riferiti. Note positive per tutti, a cominciare dalla prestazione col Prato al quale abbiamo concesso troppo nella parte iniziale del match, ma riuscendo, nella ripresa, quasi a pareggiare i conti».

Strana partita, in effetti, quella tra gialloazzurri e lanieri, questi ultimi accompagnati da pochi ma rumorosi sostenitori che, nel periodo a cavallo tra i due tempi, si sono affrontati a distanza con una parte dei supporters carraresi sistemati nella gradinata vicina alla curva riservata agli ospiti. Durante i vari cori di sfottò che da sempre fanno da coreografia più o meno simpatica ai match in campo, a un certo punto ne è stato scandito uno che ha preso di mira le «Montagne apuane che cadono» e, conseguentemente, la cave di marmo. Si è trattato - come diciamo anche in altra pagina - di una sgradevole iniziativa di peraltro pochissime persone.

Dato che, in mezzo a tutto ciò, è stata comunque giuocata una partita di calcio, eccone le note salienti.

Scaramucce fino al 19' quando l'arbitro assegna un contestato rigore al Prato per fallo di Barlocco su Moncini, commesso sulla linea o giù di lì. Trasforma Capello. Reazione carrarese con Gherardi e Dettori (24' e 25'), ma è il Prato a trovare il gol al 33' con Ogunseye.

Nella ripresa tanta Carrarese che, al 62' trova il punto con Herpen durante un lungo assedio all'area laniera. Poi il Prato sfiora il 3-1 con Moncini (71'), mentre la Carrarese cerca disperatamente il pari senza però riuscirci.

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