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Carrarese, tensione allo stadio per un coro di alcuni tifosi pratesi sulle cave "che cadono"

Una immagine della partita Carrarese-Prato
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Una immagine della partita Carrarese-Prato

Interpretato come offensivo della memoria dei morti sotto la frana del 14 aprile, indignati i sostenitori della Carrarese
La curva pratese si dissocia: è stato il gesto di un singolo

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CARRARA. Tensione allo stadio dei Marmi di Carrara, nel pomeriggio del 1° Maggio: nell'intervallo di Carrarese-Prato, partita di Lega Pro, alcuni dei pochi tifosi del Prato presenti in Curva Sud, secondo quanto ricostruito avrebbero lanciato un coro sulle "Cave e le montagne che cadono". Poche parole, subito zittite dalla dura reazione dei tifosi della Carrarese, presenti nella vicina Gradinata. Qualcuno ha cercato di avvicinarsi alla zona cuscinetto fra i due settori, altri, secondo quanto è emerso, a fine gara avrebbero cercato anche un contatto, ma l'ampio spiegamento di forze presente in città anche per il Primo maggio anarchico, e giunto di rinforzo, ha impedito incidenti. Sui social l'indignazione si è scatenata e provocato polemiche: "I nostri morti non si toccano, vergognatevi", alcuni dei commenti rivolti ai tifosi pratesi dai sostenitori carraresi. Con il passare delle ore però, a quanto sembra, dopo che le proteste hanno preso campo, anche la tifoseria ufficiale del Prato si è dissociata da quello che in realtà sembra sia stata solo l'iniziativa a dir poco infelice di un singolo o un paio di tifosi al massimo, che evidentemente non hanno capito la gravità delle loro parole o che forse, dicono altri, volevano fare riferimento generico alla distruzione delle cave senza riferimento al tragico incidente dello scorso 14 aprile, quando morirono travolti da una frana Federico Benedetti e Roberto Ricci Antonioli. Non è escluso che in seguito vengano presi provvedimenti dalle forze dell'ordine, dopo aver ricostruito meglio l'episodio.

La curva Ferrovia di Prato si dissocia: è stato il gesto di un singolo. "A scanso di equivoci, per evitare inutili discussioni, ci sentiamo in dovere di chiarire e chiedere scusa alle famiglie colpite dalla tremenda disgrazia successa alle cave di marmo di Carrara un paio di settimane fa. Abbiamo sempre accettato lo sfottò, ma mai ci siamo sognati di varcare la soglia dello stesso oltre gli aspetti della rivalità calcistica. Sul momento, ieri pomeriggio allo stadio, nessuno tra i presenti nella curva ospiti dove eravamo collocati noi si è reso conto dell'accaduto, ovvero di alcune frasi offensive lanciate da una sola persona verso la gradinata. Solo successivamente, dopo aver appreso l'accaduto che ha generato la reazione dei tifosi locali, abbiamo provveduto a sistemare le cose con il diretto interessato evidenziando la gravità della cosa. Ribadiamo, in qualità di club della Curva, la nostra totale dissociazione da quella ingiustificabile offesa fatta da una sola voce assolutamente fuori dal coro. Non è nella nostra indole, né nella nostra mentalità. Ora invece vogliamo ribadire la vicinanza alle famiglie perché chiunque venga colpito da tali tragedie merita solo rispetto. La morte non ha colore ne' bandiere. Curva Ferrovia Matteo Ventisette"

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