Il dolore
«Sono contento della crescita dei ragazzi»
Mister Conti analizza la stagione altalenante della Juniores bianconera. «Non so se resterò»
MASSA. Con il termine del campionato Juniores nazionali, competizione alla quale ha partecipato anche una formazione della Massese, abbiamo sentito il suo tecnico Marcello Conti, sulla parte di stagione guidata. Conti, era già stato sulla panchina della Massese, prima squadra, nella parte finale dell'epico campionato 2008/09, allorquando la Massese, rimasta senza dirigenti, venne traghettata dai suoi tifosi al termine della stagione per salvarne il titolo sportivo e precedentemente come secondo di Mauro Nardini alla formazione "Berretti".
Il campionato si è concluso con la vittoria della Rapallo Bogliasco proprio all'ultima giornata nel big match con la Lavagnese battuta 2 ad 1.
«Verdetto giusto, le due squadre si equivalgono dal punto di vista tattico e fisico ma la Rapallo aveva qualcosa di più dal punto di vista delle individualità».
La Massese non ha finito in una posizione di classifica molto lusinghiera (nona con 33 punti) ma ha terminato in crescendo. Vero?
«Si, analizzando la stagione con i responsabili del settore giovanile, da quando sono arrivato, alla fine di ottobre, settima partita, c'è stata una crescita di tutti i ragazzi che mi sono stati messi a disposizione che si sono rivelati ragazzi ricchi di valori morali ed anche sportivi quindi personalmente credo che potevamo sicuramente qualcosa in più ma vista la crescita osservata sono convinto che in futuro, almeno 5 o 6 di questi ragazzi possano ambire ad entrare nella rosa della prima squadra perciò sono molto contento perché quando sono subentrato non mi hanno chiesto di vincere il campionato ma di valorizzare tutti i ragazzi che avevo a disposizione e questo è stato fatto».
La tua permanenza sulla panchina della Massese si può dividere in tre fasi distinte: inizio buono con cambio di gioco e anche qualche risultato, crollo verticale dopo la sconfitta interna con il Bogliasco in casa seguita da altre cinque ed il finale con gioco e reti. Perché?
«L'inizio, con meno giocatori che scendevano dalla prima squadra rispetto alla gestione precedente, ha visto i miei ragazzi dover cambiare mentalità visto che utilizzavo anche quelli che prima non venivano quasi mai utilizzati, nel periodo delle sei sconfitte consecutive, ho dovuto rinunciare a moltissimi giocatori per squalifiche, infortuni e malattia».
A Massa abbiamo sempre considerato il calcio ligure come una specie di cenerentola e invece, in questo campionato, le prime tre della classifica finale, Rapallo, Lavagnese e Ligorna, sono proprio liguri; come mai?
«La cosa fondamentale è che negli ultimi lustri in Liguria, a differenza che da noi, soprattutto a Massa, si è investito sulle strutture permettendo un lavoro più accurato ed efficace sui ragazzi mentre da noi, nonostante la grande quantità e buona qualità del materiale umano è più difficile lavorare per mancanza di campi».
Ha già parlato con la società per un eventuale prolungamento del rapporto?
«Per adesso lavorerò fino a giugno e poi si vedrà; comunque sono onorato ed orgoglioso di aver allenato questi ragazzi e di fare parte dell'Us Massese 1919».
Umberto Meruzzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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