Il Tirreno

Massese, nessuno è certo di giocare

Massese, nessuno è certo di giocare

Battistini non garantisce il posto neppure ai senatori. Valuterà di volta in volta

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MASSA. Mancano ancora tredici giorni prima di rivedere in campo la Massese in campionato. La presenza del portiere Barsottini nella rappresentativa di serie D che partecipa al torneo di Viareggio permette alla squadra zebrata di scendere in campo non domenica, come hanno invece deciso di fare altre squadre con giocatori impegnati nel prestigioso torneo giovanile viareggino, ma direttamente nel penultimo giorno di marzo contro il Città di Castello in casa per poi affrontare, quattro giorni dopo, la trasferta a Viareggio.

Nel mezzo però, già sabato nell'amichevole con il Fiorenzuola allo stadio degli Oliveti, si intuiranno le linee che il tecnico Sergio Battistini seguirà da qua al 30 marzo per costruire la formazione che dovrà assolutamente trovare tre punti per respirare un minimo e rendere più concreta ancora la possibilità di disputare i play out. È chiaro che tutti dovranno dare qualcosa in più rispetto a quanto fornito sinora per meritarsi la maglia da titolare e cercare di rimediare al disastro nato domenica dopo domenica che ha relegato la Massese in una posizione di classifica imbarazzante.

Nessuno ha il posto assicurato e chi vorrà mantenere la fiducia del tecnico dovrà guadagnarsi pane e pure companatico giacchè le chiacchiere stanno a zero. A cominciare dal portiere sino ad arrivare all'ultimo attaccante, nessuno può ritenersi al sicuro dalla "panca", anzi, non sono escluse sorprese financo clamorose alla ripresa delle ostilità. In fondo molto elementi hanno reso, per usare un eufemismo, ben al di sotto delle attese e forse è arrivato il momento di darsi una svegliata per salvare capra e cavoli negli spareggi. La missione è tutt'altro che impossibile epperò se il rendimento proseguirà sulla linea sino a qua battuta il baratro sarà inevitabile. Capacità tecniche o meno, quello che servirà nel finale della regular season saranno corsa, spirito di sacrifio e dedizione per riparare delle falle grosse così nei tempi giusti e consentiti dalla matematica. A cominciare dalla gara con il Città di Castello che dovrà pure spezzare il digiuno di vittorie agli Oliveti, una delle cause maggiori di questo disastro oltre, naturalmente, a marchiani errori di valutazione in fase di costruzione della squadra, ripetuti, peraltro, anche in fase di riparazione invernale. Troppe le cose fatte a casaccio, senza criterio che si sono ripercosse sul rendimento di una squadra zeppa di attaccanti ma incapace di segnare con regolarità e priva invece di elementi all'altezza in ruoli chiave che potessero dare un equilibrio a tutto.

Alessandro Tabarrani

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