Sicurezza
Una Carrarese bella e anche fortunata
Nel giorno più nero gli azzurri tornano con un prezioso 0-0 da Teramo. Due pali abruzzesi e gran difesa degli apuani
CARRARA. Impavida, bella e anche fortunata. Così la Carrarese scesa a Teramo nel peggior momento societario della sua secolare storia. Un pareggio, quello ottenuto sul campo degli agguerriti biancorossi abruzzesi che va oltre gli aspetti del puro fattore sportivo e quindi di classifica. Tornare imbattuti in una città che, proprio alla vigilia della lunga trasferta in centro Italia ha appreso la temuta notizia del fallimento della sua maggiore società calcistica, è un forte segnale di inarrendevolezza da girare a tutti coloro i quali, con varie responsabilità e quindi colpe magari diverse, non hanno impedito un flop che il campo nega con vigore, di fatto annoverando una squadra che lotta per le primissime posizioni di classifica, malgrado il tourbillon che da mesi la avvolge.
Di certo ci sarà parecchio da dire su come e perchè si sia arrivati a tanto. Sicuramente le voci di molti soloni si leveranno per gridare ai quattro venti le soluzioni non prese quando c'era ancora tempo. Molto probabilmente le colpe verranno rimpallate tra questo e quello.
Ma sicuramente il dato inoppugnabile sarà ciò che ha dimostrato, ciò che fornisce e quanto di certo otterrà, il gruppo di ragazzi stretti attorno al proprio allenatore e alla maglia gialloazzurra che, anche in occasione della trasferta di Teramo, ha raccolto gloria.
A proposito del lungo viaggio in Abruzzo, un plauso particolare meritano gli intrepidi sostenitori che hanno esposto anche allo stadio Bonolis i drappi con i colori della Carrarese. Un attaccamento alla squadra da prendere come esempio.
Meglio tornare al calcio giocato.
La Carrarese si presenta con un gioco spigliato e alla lunga, emulata dal Teramo, confeziona una partita piacevole e ricca di spunti emozionanti, un paio dei quali fanno davvero palpitare i supporters gialloazzurri: trattasi dei legni colpiti dagli abruzzesi nel corso della ripresa, peraltro costellata da altri episodi degni di nota.
Il Teramo c'è e lo si vede da subito, forte del fattore campo sul quale ha raccolto quasi tutti i punti all'attivo. Al 5' è Forte (di nome e di fatto) a provare la mira, emulato 3 minuti dopo da Erpen: entrambe le conculsioni finiscono di poco a lato.
Fase di studio e si arriva al 39' quando Sales colpisce di testa su calcio d'angolo spedendo la sfera a fil di palo.
Partita piacevole tra squadre che giocano bene.
Il primo tempo sfuma e si va all'intervallo. Al 51' è ancora Forte a evidenziarsi con una inzuccata che finisce di poco fuori misura. E' la prova generale del forcing teramano.
Un minuto dopo, infatti, Le Noci centra la traversa della porta difesa da Lagomarsini. Difesa gialloazzurra un po' in affanno ma il reparto regge l'urto. Brivido al 64' quando Cavion, nel tentativo di liberare la propria area, colpisce di testa e spedice la palla alle spalle di Lagomarsini: il pubblico esulta per alcuni secondi ma poi si zittisce sentendo il fischio arbitrale che annulla tutto per precedente fallo degli avanti biancorossi sullo stesso Cavion.
Ancora minuti di fasi alterne e si arriva all'84' quando Petrella fa partire un pericoloso siluro che Lagomarsini neutralizza con bravura. Trenta secondi dopo nuovo attacco alle coronarie dei carraresi: Moreo effettua un perfetto pallonetto che scavalca Lagomarsini per poi infrangersi sul palo alle sue spalle.
Il fortino gialloazzurro non crolla neppure all'85' quando Scipioni chiama ancora una volta all'opera il valido Lagomarsini che risponde presente.
Il triplice fischio arbitrale mette fine a una sfida che sul campo non ha nè vincitori nè vinti, ma una squadra esce doppiamente soddisfatta dal terreno di gioco.
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