Carrarese, una squadra senza società
Dettori e compagni incantano, ma il baratro del fallimento mette tutto in discussione. Peccato perché i playoff sono lì
CARRARA. Il primo gol di Gherardi messo a segno con schema su punizione, il secondo di Cais segnato sugli sviluppi di un corner, in entrambi i casi sempre grazie al piede vellutato di capitan Dettori. La vittoria della Carrarese è arrivata dai calci da fermo: lo avevamo pronosticato alla vigilia della gara con L'Aquila e così è stato. Dopo l'addio di Infantino la squadra ha perso un centrattacco di peso in grado di fare reparto da solo e sfondare le difese con la sua forza fisica e i centimetri. In compenso però la Carrarese ha mantenuto intatta la sua identità di gioco fatta di possesso palla, scambi nello stretto e triangolazioni veloci, grazie alle raffinate doti tecniche di tanti suoi elementi. Un'arma importantissima che gli azzurri hanno dimostrato di poter e saper sfruttare sono proprio i calci piazzati. In settimana la Carrarese aveva lavorato molto proprio su queste situazioni di gioco e i frutti si sono visti. Sono davvero poche infatti le squadre in Lega Pro che possono contare su tre cecchini del calibro di Dettori, Berardocco ed Erpen. Con questi specialisti alla Carrarese basta una punizione dal limite per andare a rete ed è una soluzione che potrebbe essere sempre più decisiva da qui alla fine del campionato.
Un altro tema importante che ci lascia in dote la gara con L'Aquila è la crescita del giovane Cais. L'attaccante scuola Atalanta ormai sta trovando continuità e modo di esprimere le proprie doti specialmente tra le mura amiche dello stadio dei Marmi, dove quest'anno la Carrarese riesce a proporre un gioco offensivo di altissima qualità. Oltre al gol, Cais è andato vicino alla doppietta personale almeno un paio di volte, in special modo ad inizio ripresa con uno spettacolare colpo di testa murato da Maccarrone. Tutta la Carrarese in realtà merita un grande applauso per lo spettacolo offerto ai pochi presenti. Uno spettacolo di quantità e qualità con azioni sempre ben costruite e mai banali nonostante l'assenza di un grande attaccante come Gyasi, a dimostrazione di un ingranaggio ormai collaudato al di là dei singoli interpreti.
La squadra sta bene atleticamente e mentalmente. Corre per oltre novanta minuti anche col campo pesante e non si demoralizza neanche quando passa in svantaggio. Sarebbero davvero tante le qualità da elencare di questa squadra e ci piace ogni volta ricordare come questa sia al momento la Carrarese più forte e vincete degli ultimi trent'anni. I tifosi azzurri aspettavano una Carrarese così bella praticamente da una generazione e fa ancora più rabbia pensare quale treno stiamo perdendo a causa della crisi societaria che giorno dopo giorno sta logorando il club di piazza Vittorio Veneto.
Luca Santoni
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