Il Tirreno

lavoro

Operaio licenziato in cava, Cgil minaccia lo sciopero

di Cinzia Chiappini
Operaio licenziato in cava, Cgil minaccia lo sciopero

Ultimatum del sindacato ad Assindustria sul caso dell’Escavazioni Polvaccio
La Fillea: se il provvedimento non sarà ritirato, noi incroceremo le braccia

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CARRARA. La Fillea Cgil prepara lo sciopero unitario del settore lapideo in segno di protesta contro il licenziamento di un lavoratore  della Escavazioni Polvaccio srl di Franco Barattini.

«Se il provvedimento non sarà ritirato - scrive il sindacato in una missiva ad Assindustria - noi incroceremo le braccia». Barattini licenzia un suo dipendente senza alcun motivo? E noi scioperiamo. È questo il messaggio che lancia la Fillea Cgil per bocca del suo segretario Roberto Venturini a seguito di un confronto piuttosto acceso con i vertici di Assindustria. Il segretario provinciale di categoria ha segnalato ieri all’associazione di viale XX Settembre la vicenda del lavoratore della Escavazioni Polvaccio Srl, licenziato venerdì scorso per un «riassetto organizzativo dell’azienda» imposto - si legge nella lettera di licenziamento- dall’«attuale sfavorevole situazione economica finanziaria derivante dal protrarsi dei lavori al monte e dalla mancata produzione di materiali vendibili».

Una giustificazione che secondo Fillea Cgil non regge anche perché - spiega Venturini - «Escavazioni Polvaccio fa parte di un gruppo, quello di Franco Barattini, che ha tre cave e un laboratorio. È difficile pensare che questo licenziamento non si potesse evitare». Non solo. Secondo il segretario di Fillea, prima di far partire la lettera, «il mecenate di Carrara avrebbe dovuto confrontarsi con i sindacati».

Così però non è stato e quindi dalla Camera del Lavoro è partita una missiva ad Assindustria in cui senza tanti giri di parole viene comunicato che se il licenziamento non verrà ritirato, si andrà allo sciopero. Come e quando non è dato sapere, visto che Fillea-Cgil lavora per coinvolgere tutti i sindacati di categoria, quelli che fanno capo ai confederali ma anche i Cobas: «Questo settore - ribadisce Venturini - non si può permettere di lasciare a casa nemmeno una persona, anzi al contrario dovrebbe assumerne. In questo caso poi siamo davanti a un licenziamento vergognoso perché indirizzato a un lavoratore esemplare che non ha mai avuto contestazioni».

Insomma secondo il segretario della Fillea c’è qualcosa che non torna e le motivazioni del licenziamento potrebbero non avere nulla a che fare né con le difficoltà economiche della società né con la condotta del dipendente: «Non vorrei che questo provvedimento fosse una conseguenza di alcune prescrizioni, fatte da Asl1 alla Escavazioni Polvaccio su questioni legate alla sicurezza che hanno costretto la cava a uno stop di una settimana» ipotizza il sindacalista. Insomma la Fillea è assolutamente intenzionata ad andare in fondo a questa storia, coinvolgendo gli enti preposti e tutto il mondo sindacale, anche a costo di scendere di nuovo in piazza dopo un’estate 2015 segnata dagli scioperi per il contratto integrativo.

 

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