Sicurezza
Carrarese immersa nella crisi societaria
Stasera si gioca contro il Savona mentre Tartaglia ha rifiutato per iscritto l’offerta di Buffon sull’acquisto delle quote
CARRARA. Carrarese in campo sotto i riflettori contro il Savona. Gli azzurri giocheranno allo stadio dei Marmi questa sera alle ore 20,30 senza Dettori, squalificato dal giudice sportivo. Al posto del capitano Remondina potrebbe rilanciare Brondi o Gerbaudo. Il resto della squadra probabilmente verrà confermata con Cais al centro dell'attacco e con Erpen e Gyasi sulle fasce. Campionato a parte, l'interesse di tutti i tifosi è rivolto a capire quale sarà l'esito della crisi societaria. Una partita di mosse e contromosse che vede la Carrarese sull'orlo del baratro. Ieri Tartaglia ha rifiutato per iscritto l'offerta presentata dalla GVG Immobiliare. L'avvocato di Tartaglia, Sergio Menchini, si dichiara ancora possibilista e chiede una riformulazione dell'offerta. A questo punto però il gruppo Buffon potrebbe non essere più interessato all'acquisizione del 70%, se per ipotesi lunedì Tartaglia cambiasse improvvisamente idea. Inoltre il presidente del Collegio Sindacale Lucio Boggi ieri sera, prima di incontrare il liquidatore Emanuele Giorgi, ha dichiarato di essere pronto al fallimento controllato.
«Ragioneremo su come gestire la situazione nel modo migliore, ma il fallimento controllato appare ormai come l'unica strada possibile »,spiega Boggi. In caso di fallimento controllato servirebbe una nuova società, che potrebbe chiamarsi “Carrarese 2016”, per finire la stagione regolare. «Ci saranno i soldi per pagare gli stipendi. Non c'è problema su questo fronte», garantisce Boggi. «L'unico problema è che al momento la vecchia società non può andare avanti, perché è ingovernabile. Non c'è molto da dire ormai. Tempistiche? Stasera (ieri per chi legge ndc) incontrerò Giorgi e vediamo. Non c'è più fretta; ormai l'ora è scoccata. Non c'è più niente da fare. Tartaglia potrebbe cambiare idea, non so, ma per noi ormai il dado è tratto». Se nelle prossime ore Tartaglia accettasse di cedere il suo 70%? «Ragioneremo su cosa fare, ma per noi non è più un'opzione, non so se mi spiego». Così non c'è il rischio per la Carrarese di dover cedere i suoi migliori giocatori? «Ma figuriamoci. Rimangono tutti e poi non vendiamo niente, visto che i giocatori si svincoleranno automaticamente».
Allora la Carrarese non avrà più una rosa? «No. Abbiamo parlato coi ragazzi. Li teniamo, si decide e si va avanti. Sicuramente non andremo contro un muro senza una soluzione». Altre voci dicono che giocatori come Dettori (richiesto da Cittadella, Teramo e Siena) o Pedone (diretto al Lumezzane in cambio del portiere Bason) possano andare via. «Altre voci, chi? Qui la realtà la sappiamo io e Giorgi». Il sindaco Zubbani è informato di tutto? «Certamente».
Martedì si terrà l’ennesima assemblea societaria e le parti potrebbero trovare un accordo in extremis: questa almeno è la speranza di Sergio Menchini. Il legale di Raffaele Tartaglia conferma che l'ingegnere ha rifiutato l'offerta di Buffon: «Si, Tartaglia ha rifiutato, perché a suo avviso l'offerta era formulata in modo generico e senza un minimo di costrutto. Era buttata lì: compro o vendo a un euro». Se l'offerta venisse riformulata, Tartaglia sarebbe pronto a fare il passo? «Certo. E' evidente che lui è disposto a valutare. Non dice a priori: io non vendo. Sarebbe un matto». Martedì è attesa la nuova assemblea societaria. «Speriamo che da qui a martedì si trovi una soluzione». Eventualmente potreste arrivare ad una soluzione anche durante l'assemblea stessa? «Certo, s'è sempre detto. Finché qualcuno non deposita l'istanza di fallimento e il tribunale non dispone, c'è sempre tempo per trovare una soluzione e auspico che si possa trovare. La situazione è abbastanza critica, ma siamo qua. Con l'avvocato Murciano ci stiamo parlando continuamente, quindi il filo non è interrotto». Quindi la situazione è stazionaria? «L'ossigeno c'è ancora, poco, ma c'è ancora». Chiude con una battuta l'avvocato.
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