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Carrarese, un’altra fumata nera Oggi un nuovo incontro tra soci

Carrarese, un’altra fumata nera Oggi un nuovo incontro tra soci

CARRARA. A sorpresa ancora una fumata nera nell'affaire Carrarese. L'attesa riunione societaria di ieri, svoltasi presso lo studio del liquidatore Giorgi dalle 10 alle 14, ha portato all'ennesimo...

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CARRARA. A sorpresa ancora una fumata nera nell'affaire Carrarese. L'attesa riunione societaria di ieri, svoltasi presso lo studio del liquidatore Giorgi dalle 10 alle 14, ha portato all'ennesimo rinvio. Restano tre giorni di tempo per un'intesa, poi per la Carrarese l'unica strada percorribile sarà quella del fallimento controllato. All'appuntamento, in rappresentanza di Tartaglia, c’era l'avvocato Antonio Menchini, figlio del legale Sergio, con un margine ridottissimo di trattativa. In cambio del 70% delle quote Nicola Cesare sarebbe pronto a mettere sul piatto 300mila euro, a mettere nero su bianco, ad andare dal notaio con in mano un assegno circolare. Da quanto trapelato, l'avvocato Menchini avrebbe chiesto più garanzie. Il nuovo appuntamento è stato quindi fissato per oggi e si svolgerà con una “conference call” (cioè una conferenza telefonica) tra l'avvocato della GVG Immobiliare, Luigi Murciano, l'avvocato Sergio Menchini, e un terzo legale che rappresenterà formalmente Nicola Cesare. Verranno così chiariti in dettaglio tutti i requisiti che Tartaglia pretende per cedere il proprio 70% a Nicola Cesare. Nel frattempo il presidente del collegio sindacale Lucio Boggi ha redatto un verbale nel quale dà a tutti, compreso il liquidatore Giorgi, tre giorni per trovare una soluzione.

«Per quanto mi riguarda a questo giro il tempo dei giochi è veramente finito». Spiega un Boggi durissimo. «Si rischia di chiudere il mercato e veder partire anche Dettori. Questi ragazzi meritano una risposta, per la serietà che hanno dimostrato, la meritano i tifosi e la meritano tutti. Senza una risposta però sarò io a riprendere la via del tribunale un'altra volta. Il coraggio non mi manca e lo farò». Quindi è pronto ad andare in tribunale per chiedere il fallimento della Carrarese? «Si. Ho già allertato il sindaco Zubbani, spiegando che nell'estrema ratio che la trattativa vada male, bisogna fare un fallimento in corsa. Non è più ammissibile andare avanti così. Ho troppo rispetto per i tifosi e troppo rispetto per i giocatori, per non dare il massimo per uscire da questa situazione. Metto tutti sullo stesso piano e dico che non abbiamo niente da temere dal fallimento, verrà gestito nel migliore dei modi e bisogna farlo per il bene della Carrarese, fermo restando che per me Cesare è un interlocutore molto serio. Lui ha già firmato l'accordo e se non viene accettato, ognuno si assumerà le proprie responsabilità».

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di Redazione web