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Remondina: «La società deve chiarire gli obiettivi»

di Luca Borghini
Remondina: «La società deve chiarire gli obiettivi»

CARRARA. Non è ancora tempo di bilanci in casa Carrarese che verranno fatti a gennaio se non altro perché ora la squadra e lo staff tecnico hanno bisogno di un periodo di stacco dopo le vicende...

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CARRARA. Non è ancora tempo di bilanci in casa Carrarese che verranno fatti a gennaio se non altro perché ora la squadra e lo staff tecnico hanno bisogno di un periodo di stacco dopo le vicende societarie tormentate delle ultime settimane e dalle buone notizie di ieri.

A gennaio, come si dice, a bocce ferme mister Remondina traccerà il bilancio di questa prima metà di stagione esaltante sotto il profilo sportivo con un sesto posto in classifica che ben descrive il valore del gruppo.

Mister, il 2015 si chiude con la vittoria di Prato. Uno scacciapensieri?

«E' una vittoria importante e meritata. I giocatori hanno fatto una partita importante sotto il profilo mentale ma anche tattico. Spesso abbiamo visto la Carrarese giocare bene la fase offensiva e meno bene la fase difensiva. Con il Prato, invece, la squadra ha concesso pochi spazi anche in inferiorità numerica. Questi sono passi avanti importanti. Cosa che avevo già intravisto altre volte ma non così bene come nella partita di domenica scorsa». Questa vittoria conferma la Carrarese come una squadra candidata ad una seconda parte di stagione molto positiva. Come la vive la squadra all'interno?

«I giocatori hanno dato modo in questa prima parte di campionato. Con le prestazioni positive e con i risultati hanno dimostrato di essere un buon gruppo. Ora bisogna che gli obiettivi del campionato siano gli stessi della società e della squadra. E' necessario che la società faccia, diciamo, "chiarezza" sugli obiettivi da inseguire».

Le notizie positive degli ultimi giorni potrebbero portare proprio a questo. Ad una ripartenza di campionato con una società in grado di dire fin dove la squadra di Remondina potrà spingersi nella stagione. Intanto approfitterete di questa pausa per riposare la mente...

«La squadra, inutile negarlo, ha vissuto da vicino gli ultimi 15 giorni molto tormentati. Io e lo staff abbiamo sempre cercato di minimizzare. Nessuno però impedire ai giocatori di parlare del loro futuro negli spogliatoi. Anche le prestazioni hanno risentito di questo».

Certo, la pressione dei giocatori è stata alta, altissima in queste settimane dovuta anche all’alternanza di notizie buone (poche) e cattive (tante) sullo stato di salute della società. Una crisi tra soci con ancora tante zone grigie.

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