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MASSA. La lastra di granito che ha travolto e ucciso l’operaio Stefano Mallegni, 52 anni, di Ortonovo, mentre stava manovrando la gru “carroponte” del piazzale della ditta Italmarble Pocai di via Martiri di Cefalonia, nella zona industriale di Massa, gli ha spezzato la rachide cervicale, quel pezzo di colonna vertebrale che collega la testa al tronco. Un trauma spaventoso che il medico legale Maurizio Ratti ha individuato a occhio nudo, durante la visita esterna del corpo nell’obitorio dell’ex ospedale di Massa. È stata questa la causa della morte del dipendente. Ma anche se quel pezzo di granito non lo avesse colpito proprio in quel punto il decesso sarebbe avvenuto lo stesso, perché il peso della lastra gli ha schiacciato anche ala cassa toracica. Brutalmente: non è morto soffocato perché era già morto per il colpo subito all’altezza del collo.

Questa mattina il sostituto procuratore Alessandra Conforti darà il nulla osta per la sepoltura e la salma sarà riconsegnata alla famiglia della vittima. L’indagine invece muoverà i primi passi, dopo il sequestro dell’area dove è avvenuto l’incidente che si è portato via Mallegni. Sono stati rispettati tutti i sistemi di sicurezza, l’operaio doveva fare quella manovra oppure no? Come atto dovuto poi verranno iscritti nel registro degli indagati i primi nomi. Impossibile ipotizzare quali, il magistrato deve consultare gli atti dei carabinieri che hanno eseguito i rilievi all’interno della Italmarble Pocai.

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