Il Tirreno

Carrarese, la società imbavaglia i giocatori

di Fabrizio Palagi
Carrarese, la società imbavaglia i giocatori

Assurdo e immotivato silenzio stampa imposto dall’attuale dirigenza Domenica la difficile trasferta a Macerata, seconda forza del campionato

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CARRARA. Assordante e incomprensibile silenzio stampa della Carrarese, adottato alla vigilia della delicata trasferta in terra marchigiana sul campo della Maceratese. Il confronto tra la seconda e quinta forza del campionato, in programma domenica prossima alle 14,30 allo stadio del club biancorosso, assume contorni in chiaroscuro, di fatto oscurato dalle problematiche societarie della compagine gialloazzurra, alle prese con un particolare momento.

Sia tecnico che giocatori sono stati invitati a disertare i consueti contatti con i cronisti, il tutto senza una particolare motivazione. Impossibile avere quindi notizie sulla situazione dello spogliatoio, ossia sullo stato fisico dei vari componenti del team diretto da mister Remondina.

Uno scarno comunicato della società pone perciò fine al filo diretto con la squadra, impedendo di apprendere e quindi divulgare l'andamento della preparazione allo scontro di Macerata, le cui protagoniste saranno due squadre di alto rendimento, come conferma il profilo di marchigiani e apuani che, assieme, totalizzano ben 46 punti nella classifica generale capeggiata dalla Spal (29) e dalla stessa Maceratese (25), a sua volta inseguita da Pisa (24), Ancona (22) e Carrarese (21).

Peccato che, a pochi giorni dalla sfida nelle Marche, la Carrarese Calcio (intesa come società) metta il bavaglio ai suoi quadri tecnici, impedendo quindi una bilaterale analisi tecnica del prossimo confronto che si preannuncia spettacolare e avvincente, almeno sulla carta, visto che di fronte ci saranno due delle migliori squadre di questo scorcio di campionato.

Evidentemente, come purtroppo sempre più spesso accade, le vicende extracalcistiche prendono il dominio, affossando quelle prettamente sportive. Ecco quindi che, dallo scontro tra gli iceberg della dirigenza, il naviglio del settore agonistico ne esce malmesso, al punto di essere tacitato dall'esprimersi, sia pure dall'aspetto sportivo che caratterizza il momento.

Di certo mister Remondina avrebbe potuto disquisire sullo scontro in calendario domenica prossima, magari facendo trapelare barlumi utili a individuare la formazione che sarà schierata contro i quotati biancorossi di Macerata, reduci, sì, dal passo a vuoto di Pontedera con il Tuttocuoio, ma pur sempre artefici di una precedente cavalcata caratterizzata da ben 9 risultati utili consecutivi che, cifre alla mano, li hanno innalzati fino alla posizione d'onore della classifica generale.

Di certo la querelle instauratasi tra i soci della Carrarese ha lasciato il segno, a emblematico simbolo di un calcio che, sempre più, pare destinato a essere condizionato da vicende lontane dal campo di gioco, dallo spogliatoio, da tecnici e giocatori e, non ultimi, dagli sportivi ai quali interessa solo che la squadra scenda in campo e, magari, vinca.

Un ingombrante "boato di silenzio", come amava ricordare Giorgio Panariello in uno dei suoi recital, che annichilisce un mondo abituato al rumore, unico e caratteristico, degli stadi gremiti di sportivi, non importa in quale categoria calcistica militi la squadra del cuore.

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