Il dolore
Francesco conquista New York
Il podista di Carrara ha battuto il suo record nella maratona: 2 ore e 43 minuti
CARRARA. C’è chi corre solo per la passione di farlo, per tenersi in forma, per dimenticare i problemi di tutti i giorni. Insomma, senza aspetti agonistici che condizionino la quotidianità pur ottenendo dei risultati davvero interessanti. È il caso di Francesco Salvatori, 25 anni, di professione informatico, un runner amatoriale carrarese che ha scoperto nel podismo e nella maratona una seconda vita, un mondo nel quale gettarsi dopo il lavoro conquistando risultati importanti che l’hanno portato sino a correre l’ultima maratona di New York. Alla fine Salvatori si è piazzato al 153° posto tra circa sessantamila partecipanti. Niente male davvero, considerando che Francesco non pratica il podismo ad alto livello e ha scoperto questa sua attitudine relativamente tardi riuscendo comunque ad ottenere tempi che tra gli amatori sono di assoluto valore; d’elite.
Francesco, come è nata la tua passione per la maratona e il podismo in genere?
«La passione per questo sport è nata casualmente quando andavo all’università e correvo per tenermi in forma. Mi divertivo e mi sono iscritto alla Stracarrara nella competizione non agonistica e poi l’anno seguente in quella agonistica. Ci ho preso gusto e ho cominciato a iscrivermi a delle competizioni nei paesi della zona sino a passare alla mezza maratona e alla maratona vera e propria. Dalla mia prima gara agonistica alla prima maratona sono passati solo sei mesi».
Una crescita piuttosto veloce: quanto ti alleni quotidianamente?
«Mi alleno da solo costantemente con impegno e dedizione. Diciamo che ancora sono ad un livello agonistico amatoriale e sono tesserato con l’Atletica Marina di Carrara solo perché il tesseramento è necessario per poter iscriversi alle gare. È un tesseramento pro forma. Quando devo partecipare a una gara mi alleno anche cinque volte durante la settimana correndo per un’ora e toccando anche le due ore. Diciamo che, complessivamente, quando devo affrontare una gara mi alleno sino a sei ore alla settimana».
Sei reduce da una delle maratone più belle e importanti come quella di New York dove hai ottenuto degli ottimi risultati…
«In effetti ho fatto il mio record personale percorrendo il percorso in 2 ore 43 minuti e 21 secondi, piazzandomi centocinquantatreesimo assoluto. Sono contento ma voglio migliorare ancora».
Ti sei quindi accorto di avere una predisposizione particolare per i 42 km e 195 metri.
«In effetti se le distanze più corte possono essere alla portata di tutti o quasi, per correre la maratona ci vuole una predisposizione naturale e certamente è anche una questione genetica. Non tutti gli organismi sono in condizione di affrontare una distanza lunga e massacrante, io ho avuto la fortuna di avere un organismo che me lo consente».
Hai un sogno nel cassetto a livello sportivo?
«Ho già realizzato un primo obiettivo che era quello di partecipare alla maratona di New York e realizzare un bel tempo. In futuro mi piacerebbe arrivare tra i professionisti e per questo devo abbassare di diversi minuti i miei tempi. Vedremo, ora mi sto godendo qualche giorno di riposo. Comunque tengo a dire che se anche mi alleno da solo mi faccio seguire da un massaggiatore e da un fisioterapista perché è giusto fare le cose nella maniera giusta».
Che strade percorri quando ti alleni?
«Non ho un percorso già predisposto, quando indosso le scarpe da ginnastica comincio a correre e vado dove mi viene voglia di andare senza pensarci troppo. Ripeto, prima di tutto per me la corsa è un divertimento e un modo per tenermi in forma, una passione nata ai tempi dell’università».
Alessandro Tabarrani
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