Toscana
Carrarese, trovati i soldi per giocare con il Rimini
Situazione davvero difficile: sette giorni per trovare un accordo salvataggio Nello scenario peggiore, libri in tribunale e commissariamento della società
CARRARA. Sabato 14 novembre contro il Rimini la Carrarese scenderà regolarmente in campo ma in via "straordinaria" perché - come si temeva - l'impasse societario rischia di compromettere seriamente anche la stagione sportiva degli azzurri. Tradotto si giocherà sicuramente contro il Rimini e con quasi altrettanta certezza si giocherà contro la Lupa Roma in trasferta nella Capitale. E poi? Tutto dipenderà dall'assemblea dei soci del prossimo 19 novembre ma lo scenario che si va delineando nelle ore successive alla conferenza stampa di Tartaglia è tutt'altro che positivo.
Passi avanti tra le parti non ci sono stati né, a quanto risulta, ci sono sostanziali novità per il passaggio del 70% delle quote da parte del gruppo Tartaglia. A questo punto l'attività societaria procede in via "straordinaria". Le decisioni diventano puramente tecniche e vanno in capo a Lucio Boggi nella veste di presidente del collegio sindacale della società e pertanto chiamato a intraprendere azioni per salvaguardare la società stessa. Il piano sportivo, come si può facilmente capire, è molto distante rispetto all'ambito strettamente societario.
Le persone vicine alla società non nascondono più che la situazione «è molto delicata» e che una soluzione se c'è deve palesarsi entro sette giorni, ossia entro giovedì prossimo, altrimenti lunedì 23 novembre Boggi porterà i libri in tribunale e tutte le decisioni saranno nelle mani del giudice. Questo è lo scenario peggiore che solo una settimana fa avevamo prospettato salvo specificare che era la strada peggiore e che dalla società filtrava cauto ottimismo.
Ora tutto è rovesciato. Sette giorni per trovare una soluzione che realisticamente è difficile e poi tutto finirà nelle mani del giudice. Intanto sabato si gioca, questo è certo, però con che prospettive? Veramente difficile immaginarlo. In questo momento chi andrebbe a rilevare le quote di Tartaglia si ritroverebbe di fronte un quadro societario non semplice in cui comunque dovrebbero essere fornite ampie garanzie finanziarie (un milione di euro) e poi andrebbe immessa liquidità per la gestione ordinaria. Cosa che esclude quasi automaticamente la prospettiva del salvataggio con azionariato popolare promossa dai tifosi azzurri poiché raggiungere quelle cifre non è possibile per la tifoseria azzurra a meno dell'ingresso di imprenditori. Una spinta di passione del tifo azzurro, la voglia di salvare la squadra della città ma che si rivela praticamente inutile. Dunque si naviga a vista in casa Carrarese: ora si programma la sfida con il Rimini e poi si attenderà di capire quali saranno le sorti societarie.
Nello scenario peggiore cioè libri in tribunale e decisione in mano al giudice potrebbero scattare due scenari: un curatore fallimentare e dunque la fine della Carrarese Calcio oppure un commissario che gestisce gli aspetti ordinari della società e nel frattempo cerca nuovi soci per ricostituire un cda con nuovi capitali. Purtroppo si sta andando incontro ad un triste epilogo di 107 anni di storia e mai come ora la Carrarese Calcio 1908 è vicina al precipizio. Certo pensare di cancellare tutta la storia con una società che tecnicamente non è fallita è la beffa finale.
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