Sicurezza
I rimpianti di Remondina «Raccogliamo poco»
L’allenatore della Carrarese analizza il pareggio (l’ennesimo) contro il Teramo «La partita andava chiusa prima, peccato per le occasioni di Infantino e Cavion»
CARRARA. Gian Marco Remondina analizza l'1-1 della sua squadra contro il Teramo. Un altro pareggio beffa difficile da digerire per una Carrarese che ha raccolto solo tre punti nelle ultime quattro partite. Un bottino misero rispetto alla potenzialità mostrata dalla squadra. L'elenco dei rimpianti sta cominciando ad essere davvero troppo lungo. «Stavamo controllando bene la partita, abbiamo avuto più di una occasione per andare sul 2-0». Spiega il tecnico. «Stavamo controllando bene la gara e giocatori che non avevano mai giocato stavano facendo bene. Bisogna farsi trovare pronti in queste situazioni difficili e portare a casa il risultato positivo. Noi avevamo in tasca la vittoria, poi può succedere che Petrella cambi passo e ti fulmini, perché è un giocatore veloce. Secondo me la partita va chiusa. La situazione di Infantino che poteva giocare meglio la palla in mezzo, la situazione di Cavion che poteva mettere in mezzo e invece ha tirato. Ci sono alcune situazioni che ti permettono di chiudere le partite in maniera strameritata. La mia amarezza è questa».
Proprio come contro il Pisa. «Secondo me questa volta abbiamo fatto anche meglio, perché contro il Teramo abbiamo concesso pochissimo e abbiamo cambiato sistema di gioco. Potevamo scegliere meglio l'ultimo passaggio che è quello che decide il risultato. Se tu fai il 2-0 poi la partita è finita». Il risultato è giusto alla fine? «Per niente. Dovevamo chiudere la partita. Certo, il Teramo è abituato a giocare per il vertice della classifica, ma noi siamo stati bravi a concedere poco, ad andare in vantaggio e a difenderci. Certo il Teramo ha gestito la palla, ma noi stavamo aspettando la situazione giusta per chiudere la partita». Questo era il Teramo che si aspettava? «Si, ma credo che la Carrarese abbia fatto molto bene. Loro sono una buona squadra, ci sta il loro possesso palla, ma li avevamo arginati bene anche col 4-4-2». Dobbiamo commentare ancora un'espulsione, questa volta di Gerbaudo. «Abbiamo tanti ragazzi giovani che vogliono giocare. Bene, fammi vedere quando giochi come sei, cosa fai. Le possibilità le do a tutti, poi devono essere loro a farmi vedere che sono pronti. Penso che i giocatori pronti siano quelli che hanno sulle spalle quattro o cinque campionati, anche se di serie D, indipendentemente da quale settore giovanile escano». Il rigore del Teramo? «Mi sembrava giusto e sacrosanto. Bisognava forse prevedere che Petrella sarebbe entrato in area a mille all'ora, ma lui è un giocatore forte che ha messo in difficoltà tantissime squadre. Di sicuro la Carrarese in quel momento non mi sembrava in affanno. Stavamo controllando la partita, avevamo lasciato al Teramo il possesso palla, chiudevamo tutti gli spazi. Quando tu stai conducendo 1-0, cosa devi fare? Devi difenderti in modo organizzato e devi ripartire per fare il 2-0. il tema della giornata è questo secondo me. Dovevamo chiuderla. Non ho altro da dire ai miei giocatori. Poi ci sono dei particolari, di giocatori che entrano e che devono avere più continuità nel loro rendimento, altrimenti è difficile diventare giocatori veri. La sostituzione di Erpen? E' stata una scelta tecnica, perché mi serviva un giocatore che ripartisse con più forza».
Man of the match. Dopo la gara Carrarese-Teramo i trofei sono andati rispettivamente al numero 8 della Carrarese Alex Pedone (Fair play) ed al numero 1o del Teramo Mirko Petrella (Man of the match).
Luca Santoni
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