Il Tirreno

Carrarese story, un mese di trattative due cordate e Buffon

di Fabrizio Palagi
Carrarese story, un mese di trattative due cordate e Buffon

Il punto. Saltata quella di Lucchesi, arrivato il gruppo di Tartaglia il portierone rimasto solo per anni alla guida della società

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CARRARA. Tempo di consuntivi sotto l’ombrellone, visto il particolare (caldissimo) periodo dell’anno, anche per il mondo del pallone.

Mentre varie squadre si accingono, o lo hanno già fatto, ad avviare i raduni per la preparazione estiva, altre sono ancora alle prese con la ridefinizione della proprietà, dell’organico dirigenziale, di quello agonistico, e così via.

Tra queste, come noto, c’è anche la Carrarese che sta attraversando il travagliato passaggio delle quote societarie, ossia, il cambio della proprietà o della maggioranza di essa.

Gigi Buffon ha, dalla fine dello scorso maggio, manifestato apertamente la sua decisione di non voler più sostenere da solo oneri e onori del club gialloazzurro e quindi si è dichiarato pronto a cedere il comando, non prima però di aver iscritto la società al prossimo campionato di Lega Pro.

Un passaggio sofferto da parte del portierone della Juve e della Nazionale, dopo aver sostenuto le sorti del club negli ultimi cinque anni, tre dei quali da solo.

Ricapitoliamo i vari passaggi che, dopo circa un mese di trattative e naufragate e verso il buon fine, sono culminati con l’arrivo dell’imprenditore romano Raffaele Tartaglia che rileverà il 70 per cento della società.

In precedenza si era presentata la cordata capeggiata da Fabrizio Lucchesi, ex direttore generale di Roma e Fiorentina che doveva portare tre nuovi soci, presentando allo stesso tempo un progetto ritenuto interessante da Buffon, comprendente l’arrivo di Rino Gattuso come allenatore, oltrechè noti ex giocatori. I legali delle due parti si erano così messi al tavolo per definire i vari passaggi, ma, dopo alcuni incontri, ecco giungere i primi punti di contrasto, tra cui il capitale sociale della srl della cordata Lucchesi (10mila euro) e poi il Credito sportivo che sovvenziona la costruzione degli impianti sportivi, stipulato dalla Carrarese per il rifacimento del manto dello stadio dei Marmi e di altre strutture. Questioni di garanzie che hanno però prima frenato e poi fatto saltare le trattative.

Buffon e Lucchesi, partiti con l’intento di fare la nuova Carrarese, non hanno raggiunto gli accordi prefissati, restando ognuno sulle proprie posizioni, mentre i legali continuavano a incontrarsi.

A metà della scorsa settimana, la notizia dell’interessamento del gruppo di Tartaglia che, secondo quanto appreso, è stato comunicato a Lucchesi. Ma ormai le parti erano distanti e quindi c’è stata l’uscita di scena della prima cordata e l’arrivo della seconda.

Di certo ci sono dettagli che solo le parti in causa conoscono, data la lunghezza e la complessità delle trattative.

Sta di fatto che Gigi Buffon, da cinque anni al timone della società gialloazzurra, si è sentito (e lo ha dichiarato) abbandonato dall’imprenditoria locale, a parte il sostegno comunque apprezzabile dell’asta dei blocchi. Un lungo periodo durante il quale Gigi ha fatto da pilastro su tutto, esponendosi alle conseguenti spese.

Peccato perdere una figura simile, sia per la città che per la stessa Carrarese, anche se il portierone resterà comunque proprietario di una parte di quote, attorno al 20 per cento.

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