Sicurezza
Quando le zebre della Massese correvano in serie B
Alla presentazione del libro di Amorese e Mosti tanti ricordi di una stagione d’oro
MASSA. Dopo un lungo lavoro di ricerca Alessandro Amorese e Alessandro Mosti hanno presentato al bar Montanelli il libro che racconta, a chi non l'ha vissuta, la promozione in serie B e l'anno in cadetteria della Massese. Molti quelli che hanno vissuto il “miracolo” ma moltissimi i giovani che sono stati ad ascoltare le testimonianze nella speranza di riviverle. Nel libro, in vendita nelle edicole e nella libreria Gasperini, è raccontato veramente tutto, dalle formazioni delle squadre dove appaiono nomi illustrissimi di giocatori ed arbitri, alle moltissime fotografie, alcune veramente inedite. Amorese e Mosti per l'occasione hanno invitato a raccontare la B a chi l'ha vissuta, giornalisti di quel tempo, giocatori e dirigenti.
Dunque al tavolo degli ospiti Bernardo Stefanini, Gazzetta e Guerin sportivo, Aldo Antola del Tirreno, quindi Flavio Rinaldi vice presidente che collaborava con Vieri Rosati, poi i giocatori Francesco Zana e Mario Menconi. Da tutti anche un ricordo particolare per Gianpiero Vitali, anima e regista della squadra. Ognuno ha portato ricordi e testimonianze, così è stato raccontato degli anni che hanno preceduto la promozione in B, come è stata preparata, gradualmente e con rinforzi mirati, insomma una società che somigliava molto all'Empoli di ora con un settore giovanile che sfornava ogni anno promesse valide, una rete di osservatori che segnalavano elementi giovani e di valore (cosi arrivarono i tre giovani da formazioni dilettanti come Menconi, dal Castelnuovo, Fichera ed Albanese dalla serie D calabrese e siciliana). Il racconto di Francesco Zana è da libro Cuore, ricorda che è venuto a Massa da una squadra di parrocchia bergamasca: ha dato e ricevuto tanto e formato la famiglia. Poi alcune personali giocate, cosi come Menconi ha ricordato le sue reti decisive e dopo il passaggio alla Roma e quindi al Verona. Rinaldi ha confessato altre cose come le strategie per gli acquisti e le cessioni, certi rapporti con gli arbitri ( dovette accompagnare Gonella dopo la famosa partita col Pisa), Bernardo Stefanini ha confessato che il suo amore per i bianconeri gli impediva di criticare troppo la squadra e il direttore del Guerin Sportivo lo sollecitava ad essere più pungente, più duro. Ma quello che ha fatto piu recriminare, ha portato più nostalgia è stato vedere le curve sempre piene, gradinate straripanti, in certe partite gli spettatori superavano le diecimila unità. E questo non soltanto nelle ultime gare decisive ma anche il tutte le altre il numero di spettatori era elevatissimo.
Aldo Antola
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