Il Tirreno

«Per due anni migliore squadra in B2»

«Per due anni migliore squadra in B2»

Deluso patron Vullo per la mancata conquista della B1 della Pallavolo Massa

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MASSA. Il bilancio di fine stagione si intreccia alla voglia di ripartire subito nelle parole del massimo dirigente della Pallavolo Massa, Italo Vullo. Qualche giorno per riflettere e poi si riparte. La Pallavolo Massa è così ed è così il suo patron: non mollano mai. A pochi giorni dal deludente epilogo delle sfida playoff con Valsugana, la società stila un bilancio della stagione appena terminata e il bicchiere è assolutamente pieno. Se la promozione mancata resta una delusione, il campionato condotto dalla formazione toscana rimane di altissimo livello ed il gruppo della B2 uno dei migliori su piazza. Con questo fa il paio la straordinaria impresa della formazione di Serie D di Massimo Ramori capace di conquistare la promozione ai play off. Dati di fatto e risultati che fanno leggere con ottimismo il futuro della Pallavolo Massa.

Su tutto comunque abbiamo fatto il punto con il patron Italo Vullo.

Delusione per un B2 che per la seconda stagione consecutiva ha solo sfiorato la promozione.

«Esatto. Per due anni siamo stati forse la migliore squadra di B2 a livello nazionale e per due anni non abbiamo centrato la promozione. Anche quest’anno l’abbiamo gettata al vento».

L’anno passato ci fu l’attenuante dei tanti infortuni. Quest’anno come si può spiegare il mancato salto di categoria? «Anche quest’anno abbiamo dovuto fare i conti con tanti problemi fisici. Gli infortuni di questa stagione, menisco di Falaschi a parte, magari non hanno pregiudicato la presenza in campo dei giocatori ma i problemi, continui, fastidiosi, accusati da giocatori importanti come ad esempio Tagliatti e Nannini, non li hanno fatti rendere al massimo in gare fondamentali e ne hanno condizionato gli allenamenti, tanto che siamo arrivati alle gare play off sulle gambe».

Problemi fisici su cui ha influito anche il doversi allenare su terreni diversi come quelli della Don Milani e di Camaiore?

«Senza dubbio. Allenarsi su un terreno duro come quello della Don Milani, alternandolo a quello più morbido di Camaiore, può avere inciso. Attenuanti a parte, comunque, continuo a pensare che la promozione l’abbiamo gettata al vento noi».

E ora si riparte?

«Ci prendiamo qualche giorno di riflessione e poi ripartiamo. Abbiamo una buona ossatura di squadra, abbiamo delle sicurezze e da quelle dovremo ripartire per provare a conquistare la B1 nella prossima stagione».

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