Il Tirreno

La Portuale porta sport e sorrisi nel carcere di Massa

Applausi, strette di mano e scambio di maglie. E' terminata in questo modo la gara amichevole che il Marina La Portuale ha disputato ieri pomeriggio sul campo in sintetico ad otto all'interno della...

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Applausi, strette di mano e scambio di maglie. E' terminata in questo modo la gara amichevole che il Marina La Portuale ha disputato ieri pomeriggio sul campo in sintetico ad otto all'interno della struttura del carcere di Massa.

Una visita che ha lasciato il segno quella voluta con forza dalla società marinella ed in particolar modo dal presidente Ferretti, qualche anno fa presidente di quella famosa “Galeotta” in terza categoria, squadra di detenuti e guardie carcerarie che aveva fatto parlare di se' tutt'Italia.

Alla fine termina 7-6 per la formazione marinella ma il risultato ha ben poca importanza, a vincere è stata la solidarietà e l'amicizia tra due dimensioni assai lontane, tra chi fa i conti per i punti in classifica e chi invece conta i giorni che restano da scontare.

Di fronte ad un folto pubblico a bordo campo peraltro molto corretto e sorvegliato a vista dalle guardie carcerarie, alcune delle quali svolgono, in borghese, il fine settimana le mansioni di dirigenti all'interno del club sportivo di Marina di Carrara la partita si è svolta con grande agonismo ma all'insegna della massima sportività senza alcuna contestazione verso il direttore di gara. Tutti contenti alla fine quando si sono ritrovati all'interno della sala mensa per un rinfresco dove detenuti e calciatori gialloamaranto hanno parlato e brindato in un momento di autentica spensieratezza e reciproco rispetto.

La dottoressa Maria Martone, direttrice del carcere di Massa non ha risparmiato parole di ringraziamento verso la società marinella.

«Davvero non so come ringraziarvi- ha dichiarato la dottoressa Martone- per tutti noi queste iniziative hanno grande importanza e la Portuale ha dimostrato grande disponibilità ed affetto nei confronti di tutti noi. Il mio auspicio è che possiamo continuare , nei limiti del possibile, una collaborazione con altre partite od avvenimenti sportivi qui all’interno del carcere».

Un pallone con tutte le firme dei giocatori in cambio di un quadro rappresentante lo stemma della società gialloamaranto regalato da un detenuto e fatto con chicchi di riso. Un bel modo di salutarsi e di darsi appuntamento alla prossima occasione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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