Sicurezza
Carrarese rimandata in Romagna vince la noia
Pochi sussulti, gioco asfittico e squadre all’insegna del «primo, non prenderle» L’esame di riparazione del dopo Teramo non promuove il team di Remondina
CARRARA. Un tempo ormai remoto, i cronisti sportivi più navigati solevano affermare che «la carta d’identità di una partita di calcio viene fornita dal numero dei calci d’angolo accumulato durante il match».
Ebbene, in virtù di tale teorema, ecco che Santarcangelo-Carrarese può essere definito incontro alla camomilla, visto che i tiri dalla bandierina, tra uno sbadiglio e l’altro, non superano le due unità complessive (uno per parte). Un po’ poco per squadre che, nell’occasione, erano attese a una sorta di test per, nell’ordine, confermare il momento positivo (padroni di casa) e lasciarsi alle spalle una prestazione troppo brutta per essere del tutto attendibile (Carrarese).
Un pareggio senza reti e senza sale, di certo il più opaco tra i 16 messi assieme dai giallozzurri in 29 partite che rimanda ad altra data l’esame di riparazione a cui dovevano sottoporsi dopo la terribile batosta casalinga con il Teramo.
Per onor della cronaca (ma sono solo dettagli che non arricchiscono il valore della prestazione in terra di Romagna), da rilevare la traversa centrata al 32’ da Castagnetti, oltre a qualche incursione sporadica che non ha però avuto positivo esito.
Tutti qui i 90 minuti di gioco (scarsissimo anche il recupero) allo stadio Valentino Mazzola di Santarcangelo, dove si sono affrontate due squadre uguali pressocchè in tutto, compreso lo schema di gioco: un 4-3-1-2 speculare che sapeva tanto di annullamento reciproco.
Ma resta il fatto che la Carrarese ha pur sempre mosso la classifica e quindi guadagnato un punto che la innalza a quota 37, ossia in una sorta di limbo che, se mantenuto nelle restanti 9 giornate agonistiche, non solo la terrebbe ben sopra la zona rossa dei playout, ma addirittura, la rilancerebbe verso i quartieri alti della graduatoria.
Bicchiere mezzo pieno, dunque, però con un distinguo. I prossimi avversari non sono certo (con tutto il rispetto per il volonteroso Santarcangelo) sullo standard mostrato dai romagnoli e quindi i gol vanno fatti, oppure non devono essere subiti.
A cominciare dal turno infrasettimanle che attende la Carrarese, mercoledì sera di scena allo stadio dei Marmi con il Savona, e a quello della domenica successiva, ancora tra le mura amiche, stavolta contro L’Aquila: due partite da prendere con le molle, viste la diverse carature delle avversarie.
Tornando alla partita con il Santarcangelo, nota a parte merita il portiere Zanotti, salito in corsa sul pullman per la Romagna, dopo le scintille tra il collega Alex Calderoni e il tecnico gialloazzurro che hanno sancito il divorzio consensuale (?) tra le parti a seguito del tracollo con il Teramo.
Luca Zanotti, messo da parte a inizio campionato dopo l’ouverture con Tuttocuoio e Pistoiese, a beneficio del “richiamato alle armi” Calderoni, ha interpretato bene il ruolo di “titolare di riserva”, anche solo per il fatto di aver dato sicurezza a un reparto messo giustamento sotto accusa dopo la raffica di gol sparata due sabati fa dagli abruzzesi.
Fin qui i (pochi) meriti di questa Carrarese. A onor del vero, anche i padroni di casa hanno ieri fatto vedere ben poco. Riassumendo la grigia partita, ecco i pochi flash che hanno un po’ diradato le ombre.
L’ex di turno, Guidone, si fa vedere subito (8’), per poi riproporsi al 35’ in incursioni senza costrutto.
C’è Merini (23’ e 27’) a innalzare la bandiera della Carrarese, ma l’attaccante poco incide. La traversa di Castagnetti (32’) fa ben sperare, ma la palla che si stampa sui legni alla sinistra di Nardi resterà l’unica impronta di un cammino non travolgente.
Fine di un primo tempo soporifero, come confermano i zero secondi di recupero.
Ripresa. Qualche movimento in area romagnola (52’) ma la confusa azione insistita della Carrarese non produce. Torna in scena Guidone (53’) ma il suo tiro è parato senza difficoltà da Zanotti. Ci prova Galli (68’) ma la sua zuccata non fa altro che far un po’ muovere Nardi.
Gherardi (69’) tenta l’eurogol dalla lunga distanza, intravvedendo Nardi un po’ fuori dai pali, ma sbaglia la caratura del tiro e la palla esce a fondo campo.
Al 78’ il neo entrato Beltrame conquista un tiro d’angolo. Poi più nulla.
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