Sicurezza
Alberti si rimette i guanti e riesce a parare l’età
Il portiere difende i pali del Poveromo per superare un momento di emergenza «Titolare e riserva non potevano giocare». Il ricordo degli anni con il Milan
MASSA. Torna in campo e nel difficilissimo ruolo di portiere a cinquanta anni Francesco Alberti (nato il 14 gennaio del 1965), ex stella del Milan ai tempi di Evani e Battistini. E torna nel campionato di Prima categoria con il Poveromo sfoderando a sorpresa una prestazione da applausi anche da parte degli sportivi locali. E' tornato fra i pali nella partita del Poveromo a Pian di Coreglia, anche a causa dell'assenza dei due portieri titolari e non avendo la squadra la formazione Juniores ha dovuto ricorrere a lui che nella società fa il preparatore dei numeri uno. Alberti, alla fine è stato contento di tornare al suo ruolo, ma quella partita gli ha dato nuovi stimoli e lo ha riportato indietro nel tempo. «Ho rimesso i guantoni dopo quindici anni e all'inizio mi è parso strano – confessa l'ex Milan – invece dopo pochi minuti mi sembrava di non aver mai smesso, anche se mi sono sempre tenuto in forma giocando con i “ Veterani dello sport” di Massa e quest'anno abbiamo anche vinto il campionato nazionale. Ma giocare in un campionato dove l'agonismo è al primo posto e farlo fra amatori o amici è tutta un'altra cosa».
Non tornerà più in campo, però. È stata una breve parentesi. «È stato un caso eccezionale per la contemporanea assenza dei due ragazzi - Ciuffi e Biagi – e io tornerò a farli allenare e dargli consigli». La sua storia è nota, ma potrebbe spiegarci come non è esplosa la sua carriera come per Evani e Battistini, per esempio? «Sono andato al Milan a 14 anni – racconta Alberti – poi a 17 sono arrivato a toccare la prima squadra, ma come società era il peggior Milan che è esistito col presidente Farina (conosciute le sue disavventure con la retrocessione in serie B) che aveva anche altri problemi. Nella società non c'era nemmeno il preparatore dei portieri e dovevo arrangiarmi, massima disorganizzazione ed infatti ci fu la retrocessione in serie B. Nell'unica partita che ho giocato davanti a me c'erano Icardi, Evani, Canuti, Baresi, Tassotti, Romano (Gadda) Battistini, Serena, Verza, Cuoghi, Damiani, Incocciati ed allenatore era Castagner. Poi iniziò il valzer dei prestiti, per fare le ossa, si diceva. Ma a me fece l'effetto contrario. Un paio di anni alla Pro Sesto in C e dopo aumentò la voglia di tornare vicino a casa che mi portò a giocare a lungo in squadre a noi vicino, come Camaiore, Pontedere e Forte dei Marmi».
Un portiere dunque ed un giocatore vero atleta, fisicamente alto e potente ed anche coi piedi buoni tanto che (ai tempi odierni sembra incredibile) alla Pro Sesto spesso venne impiegato come centravanti e comunque era il rigorista preferito da Silvio Baldini (all'ora al Forte Dei Marmi per via del tesserino da professionista che non era ancora arrivato) dove in due stagioni realizzò 15 reti. È partito dalla formazione dei Piccoli Azzurri di Massa per il Milan a 14 anni dove ha fatto tutta la trafila giovanile.
Nel 1982 ha vinto il campionato Berretti allenato da Fabio Capello (capite quanta strada e che personaggi ha incontrato) quindi entra nel giro della prima squadra fino al 1987. Poi Forte dei Marmi con Baldini per tre anni, quindi lunga militanza a Camaiore (ben dieci anni e lì ci trova anche il mitico bomber Bonuccelli) e ultime stagioni a Pontedera dove termina la carriera nel 2004. Fino alla parentesi con il Poveromo.
Aldo Antola
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
