Gioco
«Essere titolare nella Carrarese invita a fare di più»
Alex Pedone analizza la prima parte del campionato: abbiamo ottime chances anche contro gli squadroni
CARRARA. Il centrocampista gialloazzurro Alex Pedone con la maglia della Carrarese ha fatto il salto di categoria entrando nel calcio professionistico dalla serie D. Un passaggio chiave per la carriera di ogni giocatore: il debutto nel professionismo dove aumentano le occasioni per mettersi in luce sopratutto da quando la terza serie del calcio italiano è diventata unica senza più distinzione tra prima e seconda divisione.
«La serie D a mio avviso è un campionato basato meno sulla fisicità e più sulla tecnica. Il salto in Lega Pro non è stato facile, specie i primi mesi, perché si lavora molto di più sia sul piano atletico che tattico. Con il passare del tempo mi sono abituato ai nuovi ritmi e alle richieste del mister», ha spiegato il centrocampista in una intervista al sito ufficiale della società.
«Ho un ottimo rapporto con il mio coinquilino, Paolo Beltrame, con il quale condivido questa bellissima esperienza a Carrara - prosegue il centrocampista - Inizialmente non è stato facile per me allontanarsi da casa, poi ho conosciuto il gruppo, ho stretto nuovi legami di amicizia e questo mi ha permesso di inserirmi perfettamente nella nuova realtà».
Per un giocatore così giovane importante è anche il rapporto con il proprio tecnico. Così Pedone su Remondina: «E’ un ottimo allenatore molto professionale e disponibile al dialogo con i giocatori. E’ ancora presto per dire cosa mi ha lasciato il mister, ma direi sicuramente l’aggressività, l’intesità di gioco e dare sempre il massimo dell’impegno».
Infine Alex Pedone parla della seconda parte di stagione e dei suoi obiettivi personali dell'esperienza con la Carrarese: «Sul piano personale spero di giocare il più possibile, di continuare a mantenere il posto da titolare, visto che ho trovato poco spazio nella prima parte di stagione. Credo che la Carrarese abbia delle buone chance per togliersi delle soddisfazioni, siamo una buona squadra».
Luca Borghini
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