Il Tirreno

L’influenza è senza pietà Mezza Massese a letto

L’influenza è senza pietà Mezza Massese a letto

Out Parenti, Cinquini, Campinoti, Lorenzini, Aliboni, Remorini e Ceccarelli Domenica c’è la sosta e i bianconeri ne approfittano per ricaricare le pile

2 MINUTI DI LETTURA





MASSA. «Spaccio di lieve entità», con questa definizione il gup Antonia Aracri ha alleggerito l’imputazione a carico di Adil Amroui, il ragazzo coinvolto nel duplice omicidio di Natale - episodio per il quale è accusato di concorso in omcidio -, accogliendo parzialmente la richiesta di condanna del pm Rossella Soffio: invece dei due anni chiesti dal sostituto procuratore, il giudice ha disposto una pena di un anno e una sanzione di quattromila euro. Il legale del ragazzo, l’avvocato genovese Giorgio Zunino, che aveva chiesto l’assoluzione del suo assistito, incassa però la mezza vittoria e si prepara a impugnare il verdetto non appena verranno consegnate le motivazioni (tra trenta giorni).

La droga era stata trovata in casa di Amroui il giorno che i carabinieri del nucleo investigativo sono andati a notificare al giovane l’arresto per il concorso nel duplice delitto. I militari avevano ispezionato la stanza di Adil trovando 70 grammi di hashish in parte già suddiviso in dosi e due bastoni che secondo gli inquirenti erano serviti in qualche rissa (ma che poi in realtà è stato dimostrato servissero unicamente per aprire delle finestre altrimenti irraggiungibili). Lo stupefacente invece Amroui ha detto di averlo tenuto in un cassetto per uso personale, una sorta di scorta dato che ne faceva uso praticamente quotidiano. Tra lo spaccio e il consumo il gup ha scelto la via di mezzo, una lieve entità che però non accontenta né l’accusa né la difesa.

Anche se la vera partita il pm Soffio e l’avvocato Zunino se la giocheranno davanti a un altro giudice dell’udienza preliminare, Alessandro Trinci, che avrà il compito di stabilire se Adil ha concorso al duplice delitto di Andrea Fruzzetti ed Enrico Baria, e per il quale è stato rinviato a processo Andrea Mazzi, oppure se è stato coinvolto nella rissa che poi è finita nel sangue senza che lui ne abbia una responsabilità diretta. Proprio per questo Trinci ha disposto una nuova perizia sul giubbotto del ragazzo nordafricano. E il tecnico nominato, insieme al consulente della difesa, sta già lavorando sulle tracce di sangue che si trovano sull’indumento. E tra meno di un mese trarrà le sue conclusioni. Zunino ha scelto il rito abbreviato per il suo cliente anche in questo caso.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web