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Danesi, fiducia a tempo Ma in estate troppi errori

Danesi, fiducia a tempo Ma in estate troppi errori

Il tecnico bianconero è in bilico: un’altra sconfitta potrebbe costargli la panchina La Massese però non ha una rosa di qualità per poter aspirare a un posto playoff

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MASSA. La Massese col Gualdo non ha giocato male, alla fine il pareggio poteva starci ed anche la sconfitta in una situazione diversa poteva essere assorbita. Cioè in una situazione con la squadra nelle alte posizioni di classifica e con un rendimento ottimale. Invece con il rendimento delle ultime gare e con l'attuale classifica la situazione è diventata molto preoccupante. Nelle ultime cinque partite la squadra ha raccolto due punti, subito undici reti e realizzate 8. Insomma, un bilancio disastroso che fa scricchiolare la panchina di Andrea Danesi, anche se la società difende il suo allenatore. E visto il mercato al risparmio di questa estate è il minimo che possa fare.

In classifica la Massese è scivolata al quint’ultimo posto, piena zona play-out. E i tifosi pur riconoscendo il merito e l'impegno del presidente Giorgio Turba cominciano a non avere dubbi nella guida tecnica, o quantomeno a chiedere spiegazioni. In tante circostanze una società ha due possibilità: scossa con cambio allenatore o rinforzo sostanzioso della squadra. La Massese ha scelto la seconda ipotesi e fiducia al tecnico ( anche se nel calcio ci sono sempre ripensamenti) e dunque i tifosi si aspettano in questa settimana molte variazioni. E già nella mattinata di ieri malgrado il giorno festivo ci sono stati contatti. Dunque la partita col Gualdo e quelle viste in precedenza hanno portato ad alcune considerazioni. Forse in questa stagione non si è valutato che con la sparizione della C2 ha modificato la serie D. Molti atleti sono scesi e le squadre rinforzate. Le zebre no.

A parte le ultime squadre che solitamente stanno in Eccellenza (vedi Bastia, Trestina e Vellabiagio già fuori dai giochi salvezza) l'eliminazione della C2 ha portato molti giocatori in serie D e tutte le squadre hanno in rosa pezzi importanti, soprattutto nei settori cardine. Cosi i centrali di difesa sono buoni ed esperti (il Gualdo in mezzo aveva Goretti e Cotroneo, una vita fra serie B e C1), a centrocampo ci sono registi esperti e dai piedi buoni ed in attacco ci sono delle punte di valore. Senza contare che il portiere normalmente è, fra i fuori quota, della classe più vecchia ed esperta ( 1994 e 1995). E anche in panchina ci sono esperti di valore in giusta miscela per garantire i cambi dei fuoriquota. Stesso discorso sul Gualdo con Tomassini e Gramacci che quando inseriti hanno fatto la differenza. Forse qui è anche questione di scelte oculate.

Aldo Antola

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