Sicurezza
Apuane mozzafiato, i complimenti del mondo
La kermesse iridata di corsa in montagna è stata un successo per la città Unica nota negativa la scarsa presenza di spettatori in piazza Aranci
MASSA. I mondiali di corsa in montagna sono stati un successo. A essere pignoli forse è mancata un pizzico di partecipazione in più della città, ma per il resto organizzazione perfetta e spettacolo fuori e dentro il tracciato di gara. Come perfette e spettacolari sono state le cerimonie di apertura e chiusura della kermesse iridata. Soprattutto quella di chiusura con gli inni sparati dagli altoparlanti avrebbe meritato una cornice di pubblico più importante, ma è un dettaglio che non offusca una serata davvero con i fiocchi.
Una competizione - suddivisa in quattro categorie - che ha visto partecipare più di 350 atleti provenienti da oltre quaranta paesi e cinque continenti. Era l'ottava volta che l'Italia ospitava i mondiali di questa disciplina, ma è stata la prima in un contesto tanto particolare e mozzafiato come quello delle Alpi Apuane. A fare da sfondo alla corsa tutta in salita, di uomini e donne junior e senior, il paesaggio delle cave di marmo del bacino di Gioia. Una cartolina che tutti hanno voluto immortalare per avere un ricordo nel ricordo.
Gli atleti si sono sfidati in quattro diversi percorsi, pensati a seconda delle categorie: 3,8 chilometri con un dislivello di 225 metri per le ragazze under 20, 6,5 chilometri con 465 metri di dislivello per gli uomini junior e per le donne senior e 11,7 chilometri con dislivello di 650 metri per gli uomini senior. Di campioni e di protagonisti ce ne sono stati tanti a cominciare dal team delle azzurre senior che hanno conquistato una splendida medaglia d'oro. Risultato che è arrivato per il piazzamento della già campionessa mondiale Alice Gaggi in ottava posizione, Elisa Desco in undicesima e Antonel la Confortola in tredicesimo. Poi c'era l'austriaca quattro volte campionessa del mondo Andrea Mayr, classe 1979, che si è conquistata il quinto titolo e, con gli occhi che le brillavano, incurante della fatica e dei muscoli tirati, ha avuto l'energia di mettersi a ballare sul podio di marmo con le braccia protese verso il cielo. Davvero una scena commovente, che l’ha ripagata dello sforzo fatto.
Ma eroici sono stati anche i ragazzi dell'Uganda che, imbattibili, hanno conquistato un intero podio nella categoria uomini senior. Come un anno fa. Sul gradino più alto del podio è salito Isaac Kiproc che è riuscito a coprire gli 11,7 chilometri di salita in appena 53 minuti e 50 secondi. Protagonisti e decisivi sono stati però tutti coloro che hanno lavorato dietro le quinte: «I nostri ragazzi che ogni giorno sono qua in cava si sono dati da fare per riadattare i percorsi e renderli praticabili dagli atleti - ha spiegato Anselmo Ricci, presidente della Cooperativa Cavatori di Gioia - alcuni tratti sono stati completamente ricostruiti. Questi sentieri, come quello che da Forno arriva a Casette e fin su in cava potranno anche essere utilizzati dai cittadini di Massa».
Il plauso più grande però va alla macchina dei soccorsi, davvero. Tanti atleti sono arrivati in fondo stremati, come testimoniano gli scatti dei fotografi che hanno immortalato chi stramazzava al suolo appena tagliato il traguardo. Ma Croce rossa, Croce bianca e Misericordiacon i quasi 140 volontari, tre defibrillatori e l’elicottero Pegaso hanno risposto a tutte le emergenze. Grazie a tutto questo è stato possibile correre in aiuto a Igor Rogé, team manager quarantenne della equipe belga. E salvare l’altleta finito in crisi glicemica.
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