Il Tirreno

Remo cambia le carte ma non fa briscola

Remo cambia le carte ma non fa briscola

Il gol del San Marino in pieno recupero pregiudica la bella prova globale della Carrarese ancora una vola ingenua nel finale

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CARRARA. Mister Remondina non lo aveva mai fatto palesare nelle interviste del dopo Pistoiese e in quelle infrasettimanali, ma, alla resa dei conti, ossia prima di scendere in campo a San Marino, si è “ricordato” degli svarioni difensivi visti sette giorni prima allo stadio dei Marmi e quindi ha un po’ (tanto) mischiato le carte e conseguentemente ritoccato il reparto difensivo.

Mosse azzeccatissime quelle effettuate da Remo e che hanno subito dato buoni frutti, anche in virtù del fatto che il San Marino di ieri, seppure lontanissimo da quello un anno fa incontrato (e affondato) proprio di questi tempi dalla Carrarese, non ha offerto granchè sul piano tecnico e ancor meno su quello agonistico.

Gli apuani hanno infatti dato prova di essere già una squadra amalgamata, coriacea e duttile, a seconda della circostanza e di sapersi adattare all’avversario.

Ma «le partite finiscono quando arbitro fischia tre volte» amava dire il grande Vujadin Boskov e quindi la Carrarese, un po’ dimenticandosi del famoso detto, ha ripetuto per filo e per segno l’errore commesso ai Marmi nel match con la Pistoiese: gol del pareggio subìto quando ormai i tre punti sembravano cosa fatta.

E alla conta finale, i punti in carniere sono appunto tre, ma spalmati in altrettante partite. È vero che l’importante è non perdere e muovere la classifica, ma buttare alle ortiche quattro punti in due gare, perdipiù in questo modo, deve far pensare una squadra che, pur partendo con l’etichetta «giochiamo prima di tutto per la salvezza», può e deve ottenere di più.

Altrettanto vero che, all’ombra del monte Titano, la Carrarese ha offerto una prestazione globale da incorniciare.

Malgrado l’avvio un po’ sonnacchioso (nella prima mezz’ora sembrava quasi una partita giocata su un campo senza porte e portieri) e con il pallone stagnante sulle rispettive trequarti, sono stati gli ospiti a offrire di più allo spettacolo e ai davveri scarsi spettatori. Qualche sussulto qua e là con Calderoni pressocchè inoperoso se non per interventi di ordinaria amministrazione, e con Cellini che aggiustava la mira con punizioni non efficaci.

Con questi ingredienti pareva che lo 0-0 fosse servito. Almeno fino al lampo dello stesso attaccante gialloazzurro, al 31’ ben imbeccato da Cellini che, in virtù del cognome che porta, ha cesellato un perfetto assist.

Primo tempo comunque con episodi non trascendentali come confermato dallo zero recupero.

Nella ripresa, però, la giunta di minuti finali c’è stata, eccome, a scapito di una squadra che già aveva la testa negli spogliatoi.

Adesso pochissimo tempo per coordinare le idee, dato che già mercoledì sera squadra di nuovo in campo, stavolta in casa con la mina vagante Grosseto. Infatti il 17 settembre coincide con il primo turno infrasettimanale di un campionato spezzatino: turno in cui tutte le squadre del girone giocheranno in contemporanea.

Fabrizio Palagi

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