Gioco
«Solo 4-5 club in alto il resto come noi lotterà per salvarsi»
Sandro Turotti dg della Carrarese fa le carte alla Legapro Giudice sportivo, Teso salterà il match con la Pistoiese
CARRARA. «In questo campionato a 20 squadre totalmente nuovo e riformato, il nostro primo obiettivo rimane la salvezza». Archiviato il calciomercato, il dg Sandro Turotti spiega quali saranno gli obiettivi stagionali della Carrarese. «In tutti noi c'è la voglia di salvarci il prima possibile, poi l'obiettivo successivo sarà quello di alzare il più possibile l'asticella. Adesso, tolte 4-5 squadre, le altre hanno tutte lo stesso obiettivo. Dobbiamo ragionate giornata dopo giornata, anche perché le partite saranno 38. Sarà un campionato lunghissimo più simile alla serie B che alla vecchia C1, dove nessuno sarà mai tagliato fuori dai giochi sia per l'alta che per la bassa classifica. Noi abbiamo puntato sulla continuità di questo gruppo. Nella seconda parte della scorsa stagione questa squadra fece vedere cose buone e siamo fiduciosi. Molto dipenderà dai ragazzi, dalla loro umiltà, dalla voglia di metterci anima, cuore e attributi, come hanno sempre fatto. Dobbiamo continuare il lavoro intrapreso con Remondina e toglierci più soddisfazioni possibili».
Cosa è andato storto nell'operazione Juan Antonio?
«Faccio alcuni esempi. L'anno scorso Castagnetti ha scelto la Carrarese, perché vi ritrovava Remondina. Cellini, Dettori e Gorzegno di fronte ad altre opportunità hanno scelto noi, perché conoscevano il sottoscritto. Juan Antonio, che ha rifiutato Lecce e Salernitana, cercava una piazza tranquilla e la differenza l'ha fatta l'allenatore della Feralpi (Beppe Scienza ndc) che lui aveva avuto a Brescia. Noi avevamo provato a vedere se la strada era percorribile, ma contro la volontà dei giocatori non si può andare».
Insomma, è andata male.
«Non facciamo passare in secondo luogo il nostro acquisto – riprende Turotti. Musetti ha sposato appieno la nostra causa. Ha un passato che parla per lui, vuole rilanciarsi e darci una mano e noi lo abbiamo preso volentieri».
Proviamo a dividere la campagna di rafforzamento in due fasi. Prima fase: quella delle conferme dei giocatori a fine prestito o fine contratto. «Cosa per niente semplice da fare. Sbraga era venuto in prestito e adesso è tutto nostro. Sono state operazioni particolari, ma il nostro obiettivo era mantenere quel gruppo, inserendo ragazzi giovani. Poi c'è stata la partenza inattesa di Dettori che ha scombussolato i piani».
Passiamo alla seconda fase, quella dei nuovi acquisti: è mancato il grande colpo finale che tutti attendevano. «E' stata una campagna condivisa con società e mister portata avanti insieme per quelli che sono gli obiettivi. Penso che, nonostante la partenza di Dettori, con Galli, Gnahorè e Disabato abbiamo un centrocampo molto più completo e con più alternative. E' mancato il nome suggestivo che poteva piacere ai tifosi, ma conta solo ciò che si fa sul campo».
Giudice sportivo: squalificato per un turno il difensore Dario Teso.
Luca Santoni
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