Lutto
Locorotondo, umiltà e un destro d’acciaio Addio al campione
Allenava Mazzinghi e aveva sfiorato il titolo italiano Nel 1963 a Carrara mise al tappeto il grande Gabanetti
MASSA. Aveva messo i guantoni da pugile dopo aver visto il fratello Ambrogio che si allenava. Aveva poco meno di diciassette anni Luigi Locorotondo, l’ex boxeur e bagnino di 73 anni che ci ha lasciati pochi giorni fa per un infarto che non gli ha lasciato scampo. Ed era proprio il cuore la sua caratteristica migliore quando saliva sul ring, ad accorgerse era stato Alessandro Mazzinghi, quando aveva conquistato la cintura di campione del mondo. Tra i due era nata anche una bella amicizia, tanto che Luigi spesso gli faceva da sparring partner quando Mazzinghi si preparava per i match iridati.
Locorotondo dopo una serie impressionante di successi nei dilettanti era diventato professionista nel 1960 e aveva calcato i quadrati di mezzo mondo fino al 1966. È stato azzurro, sfiorando le Olimpiadi, ed era davvero dotato. Gli addetti ai lavori hanno sempre detto che se avesse avuto la possibilità di allenarsi con continuità e in palestre super attrezzate avrebbe potuto aspirare a un titolo europeo. Ci sapeva davvero fare, del resto. Svelto di gambe aveva un destro niente male e quando andava a segno faceva male agli avversari. Luigi però non se l’è sentita di lasciare un impiego sicuro e duraturo per inseguire la gloria. I Locorotondo poi sono sempre stati molto uniti tra loro e anche in quella circostanza Ambrogio e gli altri fratelli accettarono la decisione di Luigi, anche se in cuor loro sapevano che la noble arte perdeva un possibile protagonista.
Luigi deve molto alla terra apuana. Dopo i primi approcci nella palestra di via Canova a Carrara, sotto l'abile cura del compianto maestro Marino Bernardini, inanellò una serie di vittorie che lo portarono alla partecipazione di una selezione olimpica. Nello stesso tempo fu campione toscano novizi e finalista ai campionati italiani della stessa categoria. Passato professionista nel 1963 con la colonia Sconcerti, la stessa in cui militava l’allora campione del mondo Mazzinghi, fu inserito tra i superwelter. Riuscì a distinguersi presto per le sue doti di "indomito combattente". Le vittorie più eclatanti le riportò contro Gabanetti, Capasso, Bartoloni, Fontana e Vanalesta. Formidabile il suo incontro al teatro Animosi di Carrara disputatosi il 20 dicembre 1963 durante il quale riportò una netta vittoria sul futuro campione italiano Giampaolo Gabanetti, fino ad allora imbattuto, dopo anche averlo spedito al tappeto. Luigi chiuse la sua carriera nel 1966, disputando più di cento incontri.
Venerdì alle 19 si terrà una messa di suffragio nella chiesa di San Giuseppe, a San Giuseppe Vecchio.
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