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Castagnetti: non ho voluto rischiare l’espulsione

Castagnetti: non ho voluto rischiare l’espulsione

Il centrocampista azzurro nell’azione del gol del Sudtirol poteva intervenire ma avrebbe lasciato la squadra in dieci perché era già stato ammonito dopo 3’

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CARRARA. Michele Castagnetti torna sulla partita di Bolzano. Una sconfitta che ha visto la squadra azzurra protagonista di una buona prestazione. Anzi a dirla tutta, gli uomini di Remondina avrebbero meritato almeno il pari, contando le occasioni (alcune clamorose) collezionate nel corso dei novanta minuti.

«E' stata una partita particolare che si poteva anche vincere», racconta Castagnetti. «Una partita giocata su un campo quasi impraticabile. Era difficile giocare e in questi casi la squadra che passa per prima in vantaggio è sicuramente favorita. Un incontro in cui era difficile segnare, se non su calci piazzati e palle da fermo. Noi abbiamo commesso un'ingenuità nell'occasione del loro gol. Abbiamo provato a recuperare, arrivando anche a due-tre occasioni importanti, però non ce l'abbiamo fatta. In ogni caso penso che sul piano del gioco e della prestazione il giudizio possa essere positivo. Stiamo portando avanti la crescita vista nell'ultimo periodo».

Tu sei stato ammonito quasi subito. Quanto ti ha frenato quel giallo?

«E' chiaro che mi ha condizionato. Ad esempio proprio nell'occasione del gol avrei potuto fare fallo per bloccare l'azione. L'avversario ha fatto una bella giocata, ma probabilmente sarei riuscito a fermarlo. Purtroppo ero già stato ammonito ingiustamente dopo tre minuti e, commettendo fallo, avrei quasi sicuramente lasciato la squadra in dieci dopo venti minuti di gara».

Rimanendo sempre sull'azione degli altoatesino, poco prima del loro gol Cellini era stato vittima di un fallo non sanzionato. «Cellini era in anticipo, ha provato a girarsi e il centrocampista avversario lo ha agganciato da dietro. Secondo me era fallo, ma l'arbitro in quel caso non ha fischiato».

Il Sudtirol è apparso una squadra che punta molto sulla forza fisica. «Chiaro che in un campo del genere bisognava metterla più sul piano fisico, ma loro sono una squadra con buone individualità. Hanno giocatori giovani parecchio interessanti come gli attaccanti e i centrocampisti, abili anche tecnicamente. La Carrarese sicuramente è più una squadra tecnica però anche noi ci siamo adattati e secondo me fisicamente non c'è stato tutto questo divario fra le due squadre. Il fatto è che quando una squadra passa in vantaggio in un campo così, è difficile per l'altra rimontare e costruire azioni pericolose». Tra l'altro il Sudtirol ha costruito la sua classifica soprattutto in casa. Significa che conosce molto bene il suo campo, sa muoversi bene e sfruttare al massimo le caratteristiche del “Druso”. «E' sempre difficile giocare lì. Il campo è sempre stato brutto e sempre ghiacciato d'inverno. Sicuramente il Sudtirol riesce a sfruttare questa cosa a suo favore».

Ora la sosta. Nonostante quest'ultima sconfitta, potete lavorare con un certo ottimismo. «Certo. Chiaro che le sconfitte lasciano sempre un po' di dispiacere, però siamo cresciuti tanto. Mancano quattro partite contro avversari forti e vogliamo lavorare bene per affrontare quest'ultima parte di campionato al meglio delle nostre possibilità».

Luca Santoni

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