Il Tirreno

«Si è buttato perché non poteva fare altro»

«Si è buttato perché non poteva fare altro»

L’azzurro Diego Vannucci ricostruisce l’episodio del rigore: non ho spinto Virdis quando ha visto che non poteva arrivare sulla palla si è lasciato cadere a terra

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CARRARA. Brucia ancora il rigore concesso al Savona, quando al 39' della ripresa Virdis, in contatto con Vannucci, è caduto in area della Carrarese. Fino a quel momento erano stati gli azzurri a condurre per 1-0 con la rete di Cellini. Sul banco degli imputati va ovviamente l'arbitro, Candeo di Este, che ha concesso un penalty quantomeno generoso. Ieri abbiamo chiesto a Diego Vannucci di raccontarci quell'episodio chiave e fare un quadro del momento in casa Carrarese.

Diego, le immagini dell'azione che ha portato al penalty sono molto chiare. Diciamo che tutto poteva essere tranne che rigore per il Savona. Tu cosa senti di dire? «L'arbitro non aspettava altro che avere una situazione dubbia per poter dare qualcosa a loro favore, visto come ha arbitrato il secondo tempo. Sul rigore che posso dire? Dalle immagini si vede che io ho la mano sopra l'avversario. Lui mi è davanti, però, vedendo che non arriverà mai sulla palla (che sta arrivando a Calderoni), lui si butta a terra. Non si vede né che io gli tiro la maglia, né che gli do una spinta da farlo cadere in avanti. Lui si lascia proprio andare, come se lo avessero falciato. Se danno un rigore del genere, ne dovrebbero fischiare dieci o quindici a partita. Non c'era nulla di plateale, semplicemente ha visto che non arrivava sulla palla, si è sentito toccare e si è buttato a terra».

Tutto ciò ha il sapore della beffa per voi. «Dispiace, perché potevamo avere due punti in più belli, meritati e importanti per noi». Inoltre gli avversari hanno salutato il pareggio come un punto d'oro. Sta a significare che sia contro il Lumezzane che contro il Savona la Carrarese è stata superiore sul piano della prestazione. Resta la soddisfazione per le due belle prove, ma anche una certa amarezza per non aver raccolto quanto meritato.

«C'è tanta amarezza, perché in queste due partite abbiamo perso quattro punti che avrebbero potuto cambiare il nostro finale di stagione. Dispiace, però nelle prossime ultime sei partite scenderemo ugualmente in campo per fare più punti possibile e finire al meglio questa stagione per noi e per la gente che ci viene sempre a vedere sia in casa che fuori».

Ormai il nono posto è distante 10 punti. Obiettivamente raggiungere i playoff sarebbe un miracolo sportivo, tenendo conto anche che fra voi e la coppia Sudtirol-Albinoleffe ci sono altre quattro squadre. In questa situazione di limbo il rischio è di perdere le motivazioni?

«Io e i miei compagni siamo sulla stessa lunghezza d'onda del mister. Quando è arrivato mister Remondina non gli è stato chiesto di raggiungere i playoff. Gli è stato chiesto di fare un campionato dignitoso. Il suo primo obiettivo è stato quello di trovare un piazzamento migliore per questa Carrarese che secondo lui non era quello dell'ultimo posto in classifica. Noi tutti stiamo cercando di fare quello. Non avevamo come obiettivo i playoff, ma se avessimo vinto queste due ultime partite, un pensierino ce l'avremmo fatto. Questo non vuol dire che da questo momento andremo in campo meno motivati. Giocheremo sempre per vincere e per dare un senso al nostro campionato. Siamo partiti male, ma vogliamo finire bene per noi, per il nostro pubblico, per la gente che lavora e che tifa per noi».

Se non altro resta ancora a portata di mano l'obiettivo morale dell'undicesimo posto (occupato dal Lumezzane con 27 punti a +3 dalla Carrarese). Terminare fuori dalla virtuale zona dei playout, rappresenterebbe un'iniezione di fiducia in più per la prossima stagione.

«Certo, è proprio quello che volevo dire».

Il contratto che ti lega alla Carrarese è in scadenza. Il tuo futuro sarà ancora con la azzurra?

«Adesso i miei pensieri sono legati esclusivamente a queste ultime sei partite. Voglio cercare di dare il massimo per la Carrarese e per me stesso. Poi del mio futuro ne parleremo più avanti, quando anche la società saprà cosa vuole fare. Per adesso non ne abbiamo ancora parlato. E' un discorso che si farà più avanti».

Luca Santoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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