Il Tirreno

«E’ stato un arbitraggio non all’altezza»

«E’ stato un arbitraggio non all’altezza»

Il direttore sportivo Turotti tuona: il rigore è una decisione errata. E il giovane Brondi: ancora non ci crediamo

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SAVONA. Il direttore sportivo Sandro Turotti va subito all’argomento caldo, il rigore con il quale il Savona nel finale ha raggiunto la Carrarese, in una delle tante mischie nate da lanci lunghi o da calci piazzati. A coronamento, è da aggiungere, di un filotto di quattro ammonizioni nei confronti degli azzurri nel giro di una dozzina di minuti. «Il rigore come minimo è dubbio - sottolinea il direttore azzurro - siamo molto amareggiati, anzi, arrabbiati (usa un altro termine, ndr) perché se ci facevano un gol pulito, lo avremmo accettato senza dire nulla, ci può stare, ma così, davvero non si può. Pochi secondi prima c’era stato un fallo netto su Cellini, e non si sa perché l’ha lasciato correre; poi, questo contatto tra Vannucci e Virdis, con l’arbitro che sembra andare diretto ad ammonire l’attaccante per simulazione, visto che si era buttato a terra, poi cambia idea. Spiace perdere due punti per un arbitraggio non all’altezza e per una decisione errata. Davvero peccato, perché in tutto il secondo tempo il nostro portiere non è mai stato impegnato, loro hanno continuato con questi lanci lunghi, senza creare occasioni. Sarebbe stato un grande risultato per noi, un premio meritato per una squadra in crescita, nel quale si vedono i frutti del lavoro e dell’assemblaggio del nostro allenatore. Invece, ripeto, èarrivato questo pareggio su un’azione viziata chiaramente da un precedente fallo sul nostro giocatore, l’arbitro doveva fischiare quello. Avevamo la partita in pugno, e per colpa di un arbitro non all’altezza dobbiamo accontentarci di un punto. E oltre al danno la beffa, perché ha distribuito un sacco di ammonizioni a noi e solo due al Savona, domenica così mancherà Dettori».

La situazione degli altri infortunati? «Merini e Tognoni non credo che ce la potranno fare per domenica, anche se Merini ha un’ecografia di controllo ma non penso che sarà pronto per la Pro Patria. Beltrame torna ad allenarsi con il gruppo. Poi ovviamente rientra Bregliano, ma come detto non avremo Dettori».

Grande amarezza anche per Filippo Brondi, di nuovo fra i protagonisti della squadra azzurra. «Ancora non ci credo, l’arbitro gli ha assegnato un rigore inesistente e ci hanno raggiunto, sarebbe stata una vittoria preziosa e meritata. Nella ripresa hanno soprattutto fatto lanci lunghi, noi abbiamo fatto un po’ fatica all’inizio ad adattarci al campo, ma sicuramente abbiamo creato più occasioni noi. Va giù male».

Per Brondi, rientrato da poco più di un mese e mezzo dopo un lungo infortunio (si era infortunato a Salò, al debutto da titolare con Braghin), un’altra prova importante. Il giocatore azzurro si schermisce: «Io devo solo ringraziare i miei compagni per i consigli che mi danno e il mister che mi dà fiducia. Siamo un buon gruppo, siamo in serie positiva, purtroppo sia con il Lumezzane che qui a Savona chiudiamo con meno di quanto avremmo meritato, potevano essere due vittorie legittime, e invece pazienza, adesso gira così, ma penso che giocando così arriveranno anche i risultati pieni».

Brondi - al quale comunque sarebbe sbagliato mettere troppa pressione - con impegno e umiltà si è ritagliato un ruolo importante a centrocampo: sa accorciare sui loro portatori di palla, va ad aggredire, ha un discreto cross. Un centrocampista moderno che nella Carrarese di oggi e del futuro può benissimo starci.

Massimo Braglia

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