Il dolore
Azzurri, il dubbio riguarda il modulo: 4-4-2 o 4-3-1-2
L’incertezza legata all’assenza per squalifica di Castagnetti che è un po’ l’ago della bilancia del centrocampo
CARRARA. La gara con il Lumezzane rappresenta uno snodo importante nella stagione azzurra: e per questo, sarà fondamentale ripetere l’approccio visto in Laguna contro il Venezia. Un approccio concreto, senza fronzoli, con le giuste distanze fra i reparti. Sarebbe semplicistico dire che bastava inserire un trequartista davanti ai tre di centrocampo, perché anche a Pavia, più o meno, l’idea era stata quella, con Belcastro dietro a Gherardi e Mancuso, che però partivano più da dietro rispetto a Cellini e lo stesso Mancuso al “Penzo”. La differenza vera, fra Pavia e Venezia, l’ha fatta la concentrazione, l’atteggiamento: per 40 minuti buoni, prima di trovare un paio di imbucate, il Venezia che pure ha un attacco eccellente non era riuscito a concludere mai in porta. E questo perché i centrocampisti hanno sempre aggredito il portatore di palla, e anche Cellini, spesso, rientrava a dare man forte indietro o andava a prendersi la palla a centrocampo per poi partire, o in dribbling o attraverso sponde. Il meccanismo di Venezia è apparso convincente, anche se come tutto migliorabile in qualche fase di non possesso (per vie centrali Kirilov ha avuto due ghiotte occasioni, e sul gol il cross è partito troppo pulito), il problema principale è sostituire Castagnetti che, lì in mezzo, si è subito guadagnato il ruolo di ago della bilancia, riuscendo con i suoi raddoppi a lasciare spazio alla fantasia di Dettori e a correggere qualche ingenuità più che scusabile di gioventù di Brondi. La rosa, pur con le assenze per infortunio di Benassi e Beltrame, e la perdurante assenza per squalifica di Merini (che rientrerà a Savona) dopo l’arrivo di Gorzegno è comunque completa e permette diverse soluzioni. Il dubbio, probabilmente, a questo punto è se inserire Gorzegno nei quattro dietro, avanzando Vannucci, oppure lasciare così la difesa, tenere Gorzegno come carta di riserva (ma vista la sua esperienza e la sua voglia di mettersi a disposizione, sarà difficile) e piazzare Dettori centrale, rilanciando Geroni alla sua sinistra. Da quanto abbiamo capito, ad oggi Remondina - che comunque, da allenatore esperto, è sempre pronto in corsa a rivedere certi giudizi - vede Belcastro e Gherardi come i due trequartisti alternabili, dietro a due punte.
Quindi, con il 4-3-1-2 che ha fatto bene a Venezia, la soluzione più logica è portare Dettori al centro e Geroni a sinistra (con Brondi inamovibile); se invece per l’occasione Remondina deciderà di puntare sul 4-4-2, allora gli interni potrebbero diventare Dettori e Brondi, con Vannucci esterno di centrocampo a sinistra e Gherardi a destra, nel suo ruolo originario di esterno. La settimana sta entrando nel vivo e già oggi dalla partitella se ne potrà capire qualcosa di più. Importante sarà anche trovare il modo di tagliare i rifornimenti a Torregrossa, giocatore importante. All’andata fu devastante, ma quella Carrarese travolta per 3-0 non era, soprattutto psicologicamente, neppure lontana parente dell’attuale. (m.b.)
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