Gioco
Gran festa sotto la curva dei tifosi azzurri
VENEZIA. Grande festa a fine partita sotto la curva dei circa sessanta tifosi azzurri del Carrarese Fan Club, presenti anche con lo striscione della Gradinata Baffo. Una due-giorni fortunata in...
VENEZIA. Grande festa a fine partita sotto la curva dei circa sessanta tifosi azzurri del Carrarese Fan Club, presenti anche con lo striscione della Gradinata Baffo. Una due-giorni fortunata in Laguna: una bella gita, in una Venezia splendida e ricca di tantissime mascherine e poi, al “Penzo”, la gioia della prima vittoria nella storia ultracentenaria della Carrarese (ma anche nei sei precedenti, tutto sommato, non era andata malaccio, cinque pareggi e una sola sconfitta).
Sorride anche il direttore generale Sandro Turotti: «Una bella gara, contro una squadra importante - racconta - i giocatori sono stati tutti concentrati, davvero difficile trovare qualcuno che non abbia fatto una ottima prova. Un segnale importante di crescita, ma credo che stiano uscendo anche i veri valori di questa squadra. Ora certamente dobbiamo continuare così, sicuramente siamo migliorati rispetto a Pavia, l’ho sempre detto che importante è continua a salire qualche posizione in classifica, poi alla fine tireremo le somme, ben sapendo che stiamo già ponendo le basi per la prossima stagione con operazioni come quella di Gorzegno».
Mastica amaro invece sul fronte del Venezia il mister Dal Canto: «Sapevamo che sarebbe stata una partita difficile, però abbiamo avuto le occasioni per sbloccarla e non ci siamo riusciti. Poi, diventa tutto più complicato».
Anche Riccardo Bocalon, autore del gol dell’1-2 con un grande stacco di testa, non può certo essere contento: «Non voglio essere frainteso, ma bisogna pur iniziare a non prendere gol. Non ce l’ho con qualcuno in particolare, dico solo che per vincere le partite bisogna anche non prendere gol, perché non è pensabile riuscire sempre a segnare più di un gol. Peccato, ci tenevano tantissimo a fare risultato e bella figura, e invece è uscita questa sconfitta».
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