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Azzurri, prima emergenza concedere meno occasioni

Azzurri, prima emergenza concedere meno occasioni

Durante la sosta potrebbe essere provato qualcosa di diverso tatticamente non è escluso che si vada verso un 4-4-2 con Dettori e Castagnetti più vicini

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CARRARA. Nove giornate dalla fine, meno undici dai playoff (a pari merito, Albinoleffe e Alto Adige a quota trenta punti, contro entrambe le squadre la Carrarese dovrà giocare in trasferta); in mezzo, fra gli azzurri terzultimi a 19 punti e l’ultima piazza utile per gli spareggi, anche Pro Patria e Reggiana (22), Feralpi Salò (che deve recuperare la gara di Vicenza) e Lumezzane a 26. Insomma, rientrare in gioco e dare un senso alla stagione sarà durissima. Una stagione nata con molte aspettative, soprattutto dopo il sonante 5-0 di San Marino, e poi rientrata troppo presto nell’anonimato. Remondina appena arrivato, con due vittorie di fila, sembrava poter dare la scossa, e invece il gennaio horror (un punto in 4 gare, il 4-4 contro il fanalino San Marino) ha di nuovo riportato lo sconforto. Acuito dalla prestazione di domenica scorsa in casa del Pavia, una gara da vedere e rivedere per non commettere più certi errori, soprattutto a livello difensivo. Cambiano gli interpreti, ma i rischi sono ancora troppi; non ci sono Calvi e Geroni ma Castagnetti e Brondi, Teso e Benassi ma Sbraga e Trocar, gira che rigira, anche squadre mediocri come il Pavia arrivano al tiro con facilità.

O errori individuali, o di concetto (come sul gol), anche il Pavia ha avuto almeno tre palle gol limpide. La sosta può avere un senso se serve a fare una riflessione: primo, e più importante, può questo organico, pur con i correttivi apportati, reggere il 4-3-3? A giudicare dai risultati, soprattutto in trasferta, sembrerebbe di no. Altra domanda: su alcuni giocatori di cui sappiamo cosa possono dare, vale la pena insistere o è meglio provare fino a quando i punti, almeno per gli altri, varranno qualcosa, dei giovani, tipo Dell’Ovo o altri?

La valutazione, ovviamente, sta al mister Remondina e al direttore Turotti, che insieme - a meno di rivoluzioni ad oggi non pronosticabili - dovranno programmare al meglio la stagione 2014-2015, quella in cui ogni partita sarà una finale e non sarà pensabile partire ad handicap. Il dato urgente è di aggiustare definitivamente la retroguardia, visto che fra dieci giorni c’è la trasferta in casa di un Venezia capace di segnare trenta gol; nelle ultime tre gare la Carrarese ha subito solo due gol (in concomitanza con l’arrivo di Calderoni), ma, ripetiamo ha concesso troppo (soprattutto a Reggio Emilia). Vista anche l’assenza di Benassi, forse è davvero il caso di provare qualcosa di diverso , tipo un 4-4-2, con Dettori più vicino a Castagnetti, e due esterni di gamba che possano dare una mano anche in fase di contenimento.

Massimo Braglia

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