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Turotti: ci abbiamo creduto fino in fondo

Turotti: ci abbiamo creduto fino in fondo

«Campo pesantissimo, un uomo in meno, non era certo semplice riuscire comunque ad acciuffare il pareggio»

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PAVIA. Sotto gli occhi di papà Roberto Tagliaferri, il padre del giocatore azzurro deceduto in un tragico incidente stradale nel dicembre del 2004, la Carrarese voleva rilanciarsi in chiave playoff in casa dell’ultima in classifica (gli azzurri peraltro sono penultimi), ma incappano in un’altra giornata-no, complice anche, a nostro avviso, una formazione di partenza non azzeccata.

Remondina ha fatto i conti senza l’oste, in questo caso l’arbitro, un direttore di gara - esordiente - dal cartellino di facile. E quando nella ripresa, Remo, una volta sotto, ha inserito prima Merini e poi Cellini, la giacchetta nera ha espulso Merini per motivi davvero futili (una frase detta al guardalinee, magari colorita, ma solo una fra: “Che c. di falli segnali?”). Altro che playoff, come l’anno scorso, c’è da pensare a non arrivare ultimi, almeno ad oggi. Poca qualità, poco mordente, alla fine a salvare gli azzurri dalla sconfitta è Trocar, inventato centravanti, che all’ultimo dei 94’ conquista un rigore ineccepibile ma comunque ingenuo da parte degli avversari.

Il direttore generale Sandro Turotti non sembra soddisfatto ma prova a guardare il bicchiere mezzo pieno: «Ci abbiamo creduto fino in fondo, e su un campo così, con un uomo in meno, non era scontato riuscire a raddrizzarla. Quindi, è un punto che accettiamo». La partita? «Ripeto, il campo era molto allentato, e pertanto era oggettivamente difficile esprimere un buon calcio, diciamo che noi, dopo che nei primi dieci minuti il Pavia aveva provato a mettere pressione, abbiamo preso campo, abbiamo creato di più e abbiamo concesso solo un’occasione su un errore. Nella ripresa, siamo partiti bene, e abbiamo subìto gol in un momento in cui non meritavamo di andare sotto. Il rigore all’ultimo minuto c’era, come c’era, prima, nel primo tempo, anche quello su Mancuso. Si poteva forse fare qualcosa di più, ma alla luce dell’espulsione di Merini, ribadisco, il punto lo accogliamo».

Mercato: Gorzegno resterà? «E’ tutta una questione di condizione del giocatore - spiega Turotti - da qui alla fine mancano nove giornate, se valuteremo che sarà pronto per Venezia, resterò con noi, altrimenti, sarà più difficile. Abbiamo la sosta per valutarlo».

Adesso quindi, la Carrarese si trova al bivio. I playoff sono lontanissimi, e per poter sperare di riagganciarli, servirebbe un filotto positivo, che la squadra vista ieri non sembra in grado dipoter centrare. Certo, mancava Teso, ma Sbraga e Trocar se la sono cavata; ha deluso Belcastro, è stato meno preciso di altre volte Castagnetti, Gherardi è andato a corrente alternata. A oggi, è difficile prevedere una svolta positiva. Però la squadra con la Feralpi era stata più convincente e più concreta, ed essendo ancora un po’ leggera (Belcastro,Dettori, Gherardi) soffre i terreni pesanti. Il difficile sarà riuscire mantenere la concentrazione, Remondina però è un motivatore, e i giocatori sanno che per meritarsi la riconferma nella prossima, difficilissima stagione dovranno sfoderare prestazioni importanti. Sicuramente migliori di quella di ieri, in cui contro un Pavia approssimativo sarebbe bastato probabilmente qualche accorgimento in più (ad esempio, non farsi prendere d’infilata nel contropiede decisivo) per portare a casa il successo. Un’occasione persa.

Massimo Braglia

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