Il Tirreno

«Vado alla Juve, grazie Carrarese»

«Vado alla Juve, grazie Carrarese»

Il baby Tiziano Andrei, nato a Massa e tifoso azzurro (suo padre è di Carrara): ma con gli Allievi voglio vincere ancora

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CARRARA. Conosciamo meglio Tiziano Andrei il giovane prodotto del vivaio apuano che la Carrarese ha venduto a titolo definitivo alla Juventus. «Sono nato a Massa – racconta il difensore classe '98 della formazione Allievi – Ho cominciato a giocare nel Bonascola, perché mio babbo è carrarino, mentre mia mamma è massese. Dopo tre anni mi aveva preso la Fiorentina. Altri tre anni li ho passati a Firenze, poi me ne sono andato per problemi miei e loro. Dopodiché sono andato a Lucca, ma lì sono rimasto solo una stagione, perché poi la Lucchese è fallita e così tre anni fa sono arrivato alla Carrarese».

Chi ti ha riportato a Carrara?

«Nicola Contipelli che era il ds del settore giovanile della Carrarese. Ci conoscevamo già molto bene ed è lui che ha allestito la squadra del '98».

Da lì hai iniziato questa esperienza in azzurro. Come ti sei trovato alla Carrarese?

«Benissimo. Mi hanno sempre trattato bene. Io sono juventino fin da bambino e giocare nella Juve sarebbe il sogno più grande, però già giocare nella Carrarese per me ha rappresentato la realizzazione di un piccolo sogno. L'idea di giocare nella Carrarese mi ha sempre affascinato, forse perché è la squadra che ho sempre seguito con mio babbo, quando da piccolo mi portava allo stadio. Questi tre anni alla Carrarese sono stati molto importanti, perché mi hanno permesso di crescere tantissimo, specialmente quest'ultimo con mister Maurizio Antonucci negli Allievi. Mi sono trovato bene anche con Mazzanti e ancora prima con la Sacchi, però Antonucci mi ha insegnato davvero molto, ha rappresentato una svolta per me. Perché? E' un allenatore che fa molto da babbo, è molto protettivo e mi dà molti consigli. E' stato sicuramente l'allenatore più importante che ho avuto finora».

Poi è arrivato questo interesse della Juve. Chi è stato a portare avanti i contatti con la società di Torino?

«La Juventus mi aveva già notato ai tempi della Lucchese e i contatti erano iniziati col dg Giovannini. Quest'anno invece è stato il direttore Sandro Turotti a portare avanti i contatti: lui mi parlava sempre di questa possibilità. E' stato importante anche Mario Manfredi, il responsabile organizzativo del settore giovanile, senza dimenticare Gianni Rossi. Rossi è tornato al Sassuolo e sarei dovuto andare là in prestito per un anno, ma non mi sono trovato bene e così ho preferito tornare alla Carrarese, sapendo che sarei stato allenato da Antonucci».

Infine è arrivata l'ufficializzazione del tuo passaggio alla Juve che si concretizzerà a fine stagione.

«Devo ringraziare tutta la Carrarese e la Juve per questa possibilità che mi stanno dando. Mi hanno detto che spesso sono venuti degli osservatori a vedermi nel corso dell'anno, ma a dicembre la Juve mi ha portato a fare un torneo di quattro giorni in Qatar. Abbiamo giocato contro buone squadre, c'era anche la nazionale dell'Irlanda, e penso che quell'esperienza sia stata decisiva per convincere tutti. Comunque ho deciso di rimanere fino a fine stagione con la Carrarese. Il campionato sta andando bene e voglio togliermi qualche soddisfazione con questa maglia. Possiamo puntare alle finali nazionali e mi piacerebbe molto arrivarci».

Se la Carrarese ha completato questa operazione maturata nel tempo, pensiamo che sia stato un affare, ovviamente per il ragazzo, ma anche per la società di piazza Vittorio Veneto. L'idea di valorizzare sempre di più il vivaio è ormai una priorità per la Carrarese è lo si può notare anche in prima squadra, dove sono approdati i vari Brondi, Tognoni, Battistini, Chella (ora in prestito), senza dimenticare Dell'Ovo che ultimamente si è messo in mostra con la maglia dell'Italia Under 18 Lega Pro.

Sono stati compiuti passi avanti, ma ne restano ancora tanti da fare. L'idea che riteniamo vincente è quella di tenersi stretti i giovani gioielli del vivaio, farli crescere sempre di più in casa, educarli alla professione, portarli in prima squadra e venderli dopo un paio di stagioni in modo da capitalizzare al massimo il lavoro fatto nel corso degli anni.

Un concetto di gestione che riprendiamo dal recente passato della Carrarese, quando negli anni '90 il settore giovanile apuano dava lezioni a tutti ed era considerato il secondo più importante della Toscana dietro solamente all'Empoli. A quei tempi il settore giovanile era una fonte di entrate formidabili.

Dal 1992 al 2010 di giocatori provenienti dal settore giovanile ricordiamo (cifre in lire): Nicola Lenzoni e Luca Contri al Parma (rispettivamente per 20.000.000 e 5.820.000 di lire), Giorgio Figaia al Pontedera (30.000.000), Massimiliano Laghi all'Olbia (75.000.000), Andrea Mussi e Giacomo Puntelli alla Fiorentina (150.000.000 e 60.000.000), Pennucci al Vicenza (50.000.000), Davide Ratti al Brescia (1.650.000.000), Simone Vergassola, Riccardo Musetti, Daniele Perrone e Bruschi-Pierotti alla Samp (1.500.000.000; 200.000.000; 800.000.000 e 380.000.000), Luca Ulivi al Viareggio (21.000.000), Massimo Pierotti all'Avellino (295.000.000), Graziano Triglia alla Sarzanese (4.000.000), Davide Attuoni, Orlando Andreazzoli e Gabriele Lazzarotti alla Massese (5.000.000; 5.000.000 e 2.000.000), Marco Pavoni e Fabio Papi al Cuneo (10.000.000 e 5.000.000), Marco Valesi, Luca Pasquali e Daniele Montini alla Lavagnese (11.000.000; 8.000.000 e 5.000.000), Nicola Bernieri e Marco Giannarelli al Forte dei Marmi (6.000.000 e 6.000.000), Marco Leonelli al Como (200.000.000), Nicola Redomi all'Inter (15.000.000), Davide Bariti alla Triestina (circa 150mila euro). In totale la bellezza di circa 5 miliardi e 820 milioni di lire.

Luca Santoni

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