Lutto
«Questo stadio accende la fantasia»
Il patron azzurro (che non ha visto il gol-sconfitta): «Ma per Carrara non dico niente finché non c’è qualcosa di concreto»
INVIATO A REGGIO EMILIA. «E’ troppo per una squadra di C, però sì, questo stadio accende la fantasia, mi sono fatto un giro anche sotto, nelle gallerie del centro commerciale. Davvero un bell’esempio di quello che potrebbe essere uno stadio». Parola di Gigi Buffon, che ieri per la prima volta in stagione ha seguito gli azzurri in una gara di campionato (purtroppo sfortunata, terza sconfitta di fila, playoff lontanissimi a undici punti), e fra il primo e il secondo tempo, oltre a firmare autografi e a sottoporsi al rito delle foto con i tifosi, ha risposto ad alcune domande (come scriviamo annhe nella pagina a fianco). Gigi Buffon per altro non ha visto il gol della Reggiana: ha lasciato infatti la tribuna al 90’ con un significativo «Se finisce così sono contento». Al 92’, la frittata.
Il Mapei stadium è un vero gioiello. Il Giglio era un cantiere infinito, l’ultima volta che la Carrarese era stata qui - nel 2008 a gennaio, sconfitta per 1-0 dopo traversa clamorosa di Concas - le parti esterne delle curve erano un cantiere, c’era il senso del provvisorio. E, appunto, si chiamava ancora Giglio. Adesso che è Mapei Stadium, e che è arrivato il Sassuolo, è tutta un’altra musica: centro commerciale maxi, undici sale cinematografiche, centro Virgin multipiano. Tutto nello stesso complesso. Parcheggi strapieni. Certo, Carrara non è Reggio come tenore di vita e come bacino d’utenza, ma è evidente che non può non accendere la fantasia, come sottolinea Gigi, quando comunque vedi giocare una gara di C in una realtà simile. Fatte le debite proporzioni, uno stadio che vive sette giorni su sette potrebbe essere una soluzione per dare continuità di risorse a una società. «L’ho già detto altre volte - ribadisce al proposito Gigi Buffon - questo è un esempio molto bello e altri se ne potrebbero fare, ma lo sapete, fin quando non c’è niente di concreto, non ne parlo. Quando ci sarà qualche prospettiva, vedremo a quel momento». Insomma, l’idea di ristrutturare il “Dei Marmi” in questa direzione sembra di capire che sia ancora viva, ma ad oggi, novità non ce ne sono. Sulla squadra - ribadiamo che ha parlato nell’intervallo - spiega Buffon: «Veniamo da un periodo non facile, abbiamo incontrato tre fra le prime della classe nelle ultime quattro partite e ci sta di perdere, e infatti due le abbiamo perse. Nel primo tempo Calderoni è stato bravo, ma anche il loro portiere ha dovuto fare un bell’intervento e abbiamo avuto anche un’altra opportunità».
Sul mercato, come scriviamo anche a parte, Buffon non esclude che il direttore Turotti possa tirare fuori dal cilindro qualche sorpresa, anche se adesso è anche il momento di cedere qualcuno. Sul futuro, l’obiettivo è mantenere la categoria, e nelle condizioni attuali, in cui è l’unico che copre le spese, è anche difficile chiedere di più. Se però ci fosse qualcun altro al suo fianco, chissà.
Ma torniamo un attimo al mercato con il direttore Sandro Turotti. Mauro Calvi non convocato perché sarà ceduto? «Lo sapete: c’è qualche ragionamento, vedremo. Però per la partita di oggi non è stato convocato per scelta tecnica: il mister non pensava di utilizzarlo titolare, e per caratteristiche Calvi non è un giocatore che metti a partita iniziata».
Con il recupero di Brondi, numericamente la squadra c’è. Il problema è la qualità complessiva: senza Dettori, i palloni giocabili per Merini sono stati davvero pochi.
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