Toscana
Metti una sera a cena con Rombo di Tuono
Nella sua Cagliari Gigi Riva ricorda: «Quando segnai due gol alla Massese»
MASSA. Esistono angoli del pianeta nei quali il tempo ama fermarsi un momento e rimembrare, rifugi che sprigionano ricordi di sport e di vita, sovente raccontati dagli stessi protagonisti che li hanno creati vivendoli. Posti nei quali l’ottimo cibo e l’ottimo vino si fanno beffe dell’andar del tempo e della maledetta globalizzazione e della nouvelle cuisine e delle micro porzioni in piatti giganti e della moderna sofisticatezza culinaria che lascia incerti i palati e la pancia urlante vendetta. Splendide tane d’antan che, come un tempo, continuano a richiamare personaggi che hanno fatto la storia del calcio italiano in giorni in cui erano soprattutto uomini, prima ancora che calciatori, a giocare al pallone. E gli uomini veri vogliono mangiare e bere bene.
Una situazione abituale, ad esempio, in quel di Cagliari, a due passi dal porto, nella trattoria “Stella Marina di Montecristo”, punto di riferimento di un certo Rombo di Tuono (meglio conosciuto all’anagrafe come Gigi Riva ma così ribattezzato da Gianni Brera, mica uno qualunque, dopo averlo visto sgretolare l’Inter a San Siro nella Scala del calcio), semplicemente uno dei più grandi bomber che lo sport più amato nel Belpaese abbia mai conosciuto; casualmente, ma solo perché non cagliaritano, intercettato dal massese che scrive, ben felice di frequentare periodicamente il capoluogo sardo per motivi di cuore legati ad un nome: Eleonora. Ebbene, la gentilezza di Rombo di Tuono ha permesso di scoprire un episodio che probabilmente molti, certamente non tutti, conoscono o ricordano: il 12 settembre 1970 fu inaugurato il Sant’Elia (appunto lo stadio del Cagliari) in una partita di coppa Italia proprio contro la Massese, quella Massese che la stagione precedente fu promossa in serie B mentre il Cagliari vinceva il suo unico scudetto. Davanti a trentamila spettatori si affrontavano due squadre all’apice della loro storia nel senso che né il Cagliari né la Massese sono più riuscite a raggiungere certi traguardi; ahinoi, altro calcio e altre emozioni. Quella partita finì 4 a 1 per i campioni d’Italia di allora, troppa differenza tra i duellanti ma non abbastanza per far dimenticare quell’episodio a Riva, autore di una doppietta, come da prassi. «Ricordo l’inaugurazione – dice Rombo di Tuono – vincemmo quattro a uno contro la Massese, ma non ricordo come andò il ritorno». Il ritorno non ci fu: si giocavano partite secche con la formula del girone, una formula piacevole rispetto invece alla bruttissime modalità con le quali oggi la coppa Italia viene disputata, peraltro senza molto ardore.
Che peccato. Per la cronaca le altre reti furono siglate da Gori per il Cagliari a cui si aggiunse un’autorete di Zana mentre a mantenere alto l’onore zebrato ci pensò Albanese. «Tu c’eri ?», questa la domanda che Riva ha rivolto scherzosamente al massese che scrive e che, in realtà, sarebbe nato solo sei anni dopo. A pensarci bene, qualcosa accomuna ancora Cagliari e Massese, ovvero, proprio la questione dello stadio. Entrambe le dirigenze si trovano a fronteggiare continue noie che si trasformano sovente in veri e propri problemi dinanzi allo stato delle strutture tanto che il presidente dei rossoblù, Cellino aveva provato concretamente a costruire un nuovo impianto nella frazione di Quartu con risultati ben noti. A Massa costruire un nuovo stadio resta un’impresa che appare impossibile sebbene l’evidenza dica che, prima o poi, i conti con l’impianto degli Oliveti dovranno essere fatti una volta per tutte. Ma tali questioni non sono state affrontate con “Rombo di Tuono”. A fare da tramite tra Massa e Cagliari nello spazio di un paio di tavoli si è prodigato Giacomo, proprietario della Stella Marina, di questo scrigno zeppo di aneddoti, di istantanee e di cortesi vecchie maniere di cui ci si può fidare, senza nemmeno guardare su carta quello che offre la casa.
Già, dove il tempo sembra essersi fermato. Fine della storia, per il momento, giacchè quando il massese che scrive tornerà a Cagliari non si farà sfuggire l’occasione di tornare in mezzo alle foto di Ciotti e Ameri, scambiando quattro chiacchiere con Giacomo e, magari, poter salutare nuovamente Rombo di Tuono, che di ottimo cibo se ne intende tanto quanto era micidiale là davanti.
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