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Azzurri, prima emergenza la difesa

Azzurri, prima emergenza la difesa

Rispetto alla disastrosa stagione scorsa, subìto solo un gol in meno dopo 17 giornate di campionato: 30 anziché 31

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CARRARA. “Carrarese, missione quasi impossibile” così avevamo titolato alla vigilia della trasferta di Chiavari. Una previsione che poi è stata confermata dal campo con un netto 3-0. Entella troppo forte per gli azzurri, com'è logico che sia. Da una parte domenica c'era una realtà che sta portando avanti un progetto da diversi anni ormai, dall'altra una squadra che invece il suo cammino (speriamo) di crescita lo ha iniziato solamente adesso.

E' ovvio che quando si vanno ad affrontare certi avversari così attrezzati, si corre il rischio di subire passivi pesanti.

Sconfitte che bruciano, ma che rappresentano anche un banco di prova. Da certe battute di arresto possono maturare valutazioni e spunti per migliorarsi, in modo che in futuro certi errori non si ripetano.

Insomma un'occasione di crescita, l'importante è avere coraggio e sapere cogliere certi aspetti. Questo 3-0 e la classifica ci dicono che sicuramente quello della società Entella è un esempio da seguire.

I liguri non sono una realtà nata dall'oggi al domani, ma cresciuta pian piano nel corso degli anni.

I nostri ex Matteo Matteazzi e Matteo Superbi lavorano a Chiavari come direttore generale e direttore sportivo, rispettiavamente, da sei anni. L'allenatore Prina siede sulla panchina da più di tre stagione. Un percorso lungo che sicuramente avrà visto anche dei passaggi a vuoto, eppure il presidente Gozzi ha sempre tenuto la barra dritta anche nei momenti di difficoltà, probabilmente guidato dalla fiducia e dalla consapevolezza di aver allestito un organigramma all'altezza della situazione. Anche questa è una lezione da imparare.

Per fare bene nel calcio servono tanti soldi da investire oppure tante idee. Per mettere in pratica le idee però servono pazienza e tempo (sempre presupponendo che da parte della proprietà la scelta dei dirigenti e degli allenatori sia stata ponderata).

A volte per non compromettere definitivamente una stagione è doveroso cambiare, ma in linea di massima la continuità dirigenziale e tecnica può rivelarsi una virtù per realtà non ricchissime come la Carrarese. Questo non toglie che gli azzurri abbiano ancora tanto su cui lavorare per poter ambire, magari in futuro, a campionati da protagonisti. Rispetto a qualche mese fa la situazione della prima squadra è migliorata parecchio.

La gestione Remondina ci ha restituito una Carrarese viva e a tratti entusiasmante, però, come si può notare dalle ultime partite, persistono problemi su cui meditare. Certamente il giudizio sull'attuale classifica non può essere positivo, anche confrontandola con quella dello scorso campionato (il peggiore di tutti i tempi nella storia della Carrarese).

Dopo 17 giornate la squadra è tredicesima (virtualmente in zona playout anche se quest'anno non ci sono retrocessioni) con 15 punti (3 vittorie, 6 pareggi e 8 sconfitte), ha segnato 21 gol e ne ha subiti 30. Nel 2012-13 dopo la 17ªa giornata la Carrarese era ultima in classifica con 10 punti (2 vittorie, 4 pareggi e 11 sconfitte), aveva segnato 14 gol e subiti 31. I numeri ci dicono che rispetto all'anno scorso gli azzurri hanno conquistato solo 5 punti in più e hanno vinto solo una gara in più.

La situazione è migliorata in fase offensiva, ma la difesa ha praticamente incassato lo stesso quantitativo di gol. Quest'ultimo è il dato più allarmante. Non c'è stato un sostanziale miglioramento nella fase difensiva.

Come l'anno scorso la Carrarese scricchiola troppo in porta, in difesa e in mediana.

E' lì che bisognerà intervenire anche tramite il mercato, perché la media dei gol subiti a partita (1,76) è da retrocessione.

Un grazie ai ragazzi di Genova. La Carrarese ha ringraziato con un messaggio pubblicato sulla sua pagina Facebook alcuni tifosi azzurri giunti a Chiavari da Genova.

Questo sta a dimostrare che la Carrarese può vantare tifosi sparsi un po' ovunque, non solo nel nostro comprensorio, ma anche in Italia e nel mondo. Un patrimonio su cui investire.

Luca Santoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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