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Carrarese-Barletta nel mirino della procura

Carrarese-Barletta nel mirino della procura

È fra le partite della stagione 2012-2013 finite nell’inchiesta della magistratura di Cremona su presunti tentativi di alterare i risultati

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CARRARA. C'è anche Carrarese-Barletta (1-2) del 28 aprile 2013, valevole per la 28a giornata dello scorso campionato di C1-B, tra le partite inserite nell'inchiesta portata avanti dalla Procura di Cremona che ieri è sfociata in nuovi arresti (Francesco Bazzani, Salvatore Francesco Spadaro, Cosimo Rinci e Fabio Bruno Quadri) e indagati eccellenti (Gennaro Gattuso, Cristian Brocchi e Leonardo Colucci). Secondo la Procura di Cremona nell'ultima stagione 2012-2013 ci sarebbe stato il tentativo di alterare il risultato di 53 partite tra serie B e Lega Pro, oltre ad altri 30 incontri di serie A. Da quanto si apprende nelle 215 pagine dell'Ordinanza di custodia cautelare, tra le partite che potrebbero, in linea teorica, essere state oggetto di combine, quelle datate 28 aprile 2013 sono in tutto nove: Carrarese-Barletta 1-2, Virtus Entella-Como 5-0, Avellino-Andria Bat 4-0, Viareggio-Perugia 1-0, Venezia-Giacomense 3-3, Palermo-Inter 1-0, Bellaria-Forli’ 2-1, Benevento-Nocerina 1-2, Sudtirol-Lecce 1-2.

Nell’atto della Procura le persone che sembrerebbero tirare fuori dal cilindro la gara Carrarese-Barletta sarebbero Spadaro e Rinci. La Procura si basa su intercettazioni telefoniche nel 2013, dai movimenti evidenziati dai tabulati e dall’'esito di appostamenti. Secondo la procura, Spadaro, «dopo aver interrotto l’'attività attuata in grande stile ed ai massimi livelli», l’avrebbe ripresa «sia pure a livelli più modesti, sia per le partite interessate, più raramente tra quelle della massima serie, sia per le somme investite. Per fare ciò si appoggia sia a personaggi evidentemente già coinvolti nella precedente attività, sia a personaggi nuovi, che avrebbero dovuto finanziare tali nuove operazioni». Viene indicato dalla procura Rinci Cosimo, come «la fonte delle informazioni sulle partite», «e dall'altra Quadri Fabio Bruno, che è colui che procurerà il finanziatore, e cioè il cinese Qiu Wangyi, detto “Massimo”».

Per la precisione il nome della Carrarese appare a pagina 176, in riferimento ad un colloquio telefonico avvenuto tra Spadaro e Rinci: «Alle 20,31 del 20 aprile – si legge nell'Ordinanza - dopo che il Rinci aveva raccomandato allo Spadaro di telefonargli da un’utenza riservata, il secondo raggiungeva la consueta cabina pubblica, comunicando con lui. Il Rinci, sempre con evidente riferimento alla possibilità di manipolare alcune partite, lo informava di “una situazione buona” riferentesi ad una localizzazione in “collina alta alta”, con una certezza del mille per mille. Spadaro rispondeva che a lui interessava qualcosa “a mare”». «Rinci – sempre secondo l’indagine – introduce il discorso di un’opportunità su una partita del Barletta che sembra ricollegarsi con il discorso criptico di poco prima. In effetti detta squadra il 28 aprile sarebbe stata impegnata nella partita di Lega Pro in trasferta contro la Carrarese, partita vinta dallo stesso Barletta». Come detto,quella partita finì 1-2.

I commenti. «Al momento la Carrarese non ha ricevuto nessuna notifica e siamo assolutamente tranquilli»: queste le parole del direttore sportivo Sandro Turotti, che era già ds anche nella seconda parte della scorsa stagione.

Increduli anche i protagonisti sul campo di quella partita. «Carrarese-Barletta indagata? Cado completamente dalle nuvole». Sono le prime parole di Fabrizio Anzalone, capitano azzurro che in quella partita segnò il gol del momentaneo 1-0 azzurro con un colpo di testa direttamente da rimessa laterale di Bregliano.

«Rimango veramente senza parole, ma non credo che ci fosse qualcuno che andasse contro. Ormai non ci si stupisce più di niente, ma bisognerebbe capire in che modo è uscita fuori questa partita».

Abbiamo raggiunto anche il tecnico di quella Carrarese, Ivo Iaconi.

Anche l'ex mister azzurro non ebbe il sentore di qualcosa fuori dal normale: «Mi ricordo una partita che abbiamo perso inopinatamente in cinque minuti. Avevamo anche fatto una buona prestazione, ma da qua a dire certe cose... Io non mi sono accorto di niente. Non avevo avuto sentore di nulla di strano. Noi abbiamo speso una vita per il calcio e dispiace sentire che, dopo tutto quello che è successo negli anni scorsi, esistono ancora certe cose. Spero che la nostra partita non centri nulla con queste storie».

«Sinceramente non mi sono accorto di niente – ripete Iaconi - abbiamo perso la partita in cinque minuti, però quello era anche un nostro difetto. Purtroppo quell'annata non era andata bene e la salvezza ce la siamo giocata noi. Quella partita col Barletta era una partita chiave, ci sarebbe bastato anche non perdere».

Luca Santoni

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