Il Tirreno

Il ds Turotti: azzurri bravi a recuperare

di Massimo Braglia
Il ds Turotti: azzurri bravi a recuperare

«Mercato? Siamo d’accordo io e il mister, ora concentriamoci sulla Pro Vercelli, poi vedremo il da farsi»

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INVIATO A COMO. Dopo quindici anni, la Carrarese torna a fare un risultato utile a Como. E lo fa con pieno merito: se si mettono sul piatto della bilancia le occasioni, sicuramente ne ha avute di più la Carrarese. La chance più pericolosa dei padroni di casa è stata un tiro-cross che ha preso una strana traiettoria ed è finito sul palo; poi, un colpo di testa di Marchi e un’occasione nel primo tempo. Il gol è stato frutto di un rimbalzo errato del pallone che ha ingannato Benassi, altrimenti la palla sarebbe stata scaraventata a centrocampo. Certamente, il gol ha avuto il “merito” di scuotere un po’ gli azzurri, che in quel frangente della ripresa stavano un po’ subendo la pressione dei lariani, e facevano fatica a ripartire. E’ soprattutto Geroni a dover dare un apporto più consono alle sue possibilità: a volte, fa cose un po’ troppo sofisficate rispetto alle categoria, prova il lancio quando invece magari ci sarebbe o da tirare in porta o fare cose più semplici. La qualità c’è, ma servono anche cattiveria e agonismo. Insomma: primo tempo in crescendo,m avvio di ripresa così così ma una volta sotto, c’è stata solo la Carrarese in campo, e con un pizzico di freddezza in più nei momenti topici ci sarebbe scappata anche la vittoria. Cresce il rammarico per i tanti punti persi nella prima parte del campionato con squadre di fascia media o medio-bassa come Pavia, Reggiana, Feralpi, Lumezzane, in parte il Venezia. Con Remo in panchina, la Carrarese sta dimostrando di potersela giocare con tutti: con l’Albinoleffe è stato determinante il pasticcio sul secondo gol, altrimenti ad oggi la squadra sarebbe imbattuta. Ciò non toglie che qualcosa serve: davanti, con Ademi, Niko, Cellini, Merini e, alla bisogna, Mancuso, il ruolo di centravanti è coperto; manca qualcosa sugli esterni, se come sembra Remo vuole insistere sul 4-3-3. E un interno di gamba e da battaglia ci starebbe bene. La società ha sempre detto che c’era la disponibilità per gennaio a rivedere qualcosa e Sandro Turotti lo conferma però spiega anche: «Con il mister ci siamo detti di concentrarci sulla partita che manca con la Pro Vercelli, poi faremo il punto. Quella di domenica è come ben sappiamo un’altra partita difficile, ma è giusto che si parli solo di quella e che tutto l’ambiente sia focalizzata su quella. Fra l’altro, il gruppo sta dando segnali importanti, anche Cellini sta recuperando. Qui a Como - aggiunge - c’è stato forse qualche errore di misura dovuto anche al campo ghiacciato, ma c’è senz’altro da essere soddisfatti per la prova, per la capacità di recuperare. Non è mai semplice andare a pareggiare quando si va sotto di un gol, per di più in trasferta e a Como, tanto più che a ben vedere l’occasione migliore per passare in vantaggio è stata nostra con il contropiede di Ademi; lì, se avesse avuto più esperienza, avrebbe subito puntato in porta e poi allargato, senza indugiare. Ma si sa che puntare su un 94 di prospettiva può comportare sul momento qualche pausa di crescita, ma ne siamo consapevoli e siamo contenti di avere con noi giocatori così interessanti e di sicura prospettiva. Grazie al lavoro del mister non possono che migliorare e vedrete che la prossima volta quell’azione si concretizzerà in qualcosa di importante. Intanto godiamoci questo risultato cobtro una squadra impotante».

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