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Bremec, magìa su Mancuso ma poi si arrende

Bremec, magìa su Mancuso ma poi si arrende

E il direttore Turotti a Cremona per la prima volta da avversario: «Dei miei è rimasto solo Minetti»

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CREMONA. Un ex di lungo corso, nelle fila della Cremonese: Nicolas Bremec, oggi 36 anni, portato in Italia da Antonio Ponte nel 2002-2003, riuscì a soffiare il posto da titolare a Saccone, salvo poi essere messo in panchina nella gara di ritorno dei playout a Varese. Fu poi ripreso da Fontanili a gennaio della stagione successiva, e confermato nel 2004-2005, la sua annata migliore che gli spalancò le porte della serie B. Per lui una buona carriera soprattutto al Sud (Taranto e Foggia), l’anno scorso a Vicenza. Per fargli gol c’è voluto uno straordinario Niko di testa e un destro violento di controbalzo imprendibile di Belcastro; su Mancuso, a fine primo tempo, un intervento eccezionale. Se gli azzurri avessero segnato lì, chissà come sarebbe andata a finire la partita.

La trasferta di Cremona è stata speciale anche per un altro ex, questo abbastanza recente, ovvero Sandro Turotti: «E’ la prima volta che torno da avversario - racconta Turotti - sono stato qui quattro anni». Fu lui, come si ricorderà, a denunciare il caso decisamente sospetto di alcuni giocatori grigiorossi che uscirono annebbiati dal campo dopo la gara con la Paganese; la denuncia fu il 10 dicembre di 3 anni fa. Della sua Cremonese, gli chiediamo, chi è rimasto? «Solo Minetti, il capitano, lo presi io. Non ce ne sono altri». Un cronista locale gli fa notare: «Ancora fischi dei tifosi...». Turotti ribatte: «Quando hai una squadra importante e non ottieni risultati, è normale che sia così. Fischiano anche a Carrara, dove sappiamo che gli obiettivi sono diversi, ed è legittimo che i tifosi chiedano i risultati, figuriamoci qui ».

Risultato tutto sommato giusto, facciamo notare: «Diciamo che la Cremonese a un certo punto ha dato l’idea di poter anche fare il terzo, però noi non abbiamo mai mollato, non ci siamo mai abbattuti, passato il momento più difficile siamo andati a prenderci un pareggio pesante, e se contiamo le occasioni avute, al tirar delle somme ne abbiamo avute più noi. E crederci, contro certi avversari, non è semplice. Abbiamo mostrato carattere, e riuscire a riacciuffare un pari contro squadre di questa caratura è un segnale forte. Bisogna dire bravo al mister che ha gestito bene la gara, le ha provate di tutte per trovare il gol, e in più sta dando a tutti un’occasione. Adesso dobbiamo continuare solo a lavorare, domenica ci aspetta un’altra partita importante». (m.b.)

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